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Scaroni: «Su Donnarumma e Ibra decide Gazidis,spero che Maldini rimanga. Boban ha fatto solo confusione»

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Il presidente del Milan ha parlato al Corriere della Sera del momento che stanno vivendo il calcio italiano, a causa dell’emergenza Coronavirus, e il Milan: «Le partite a porte chiuse? Lasciamo perdere quella del Milan, in generale dico che in un momento in cui noi italiani siamo costretti a stare molto più in casa, vedere le partite in tv è un piacere. A tribune vuote sono meno belle, ma io il gol di un campione come Dybala me lo sono goduto, poi certo avrei preferito che lo segnasse il Milan. Togliere il calcio significa aggiungere un’altra privazione. Se necessario lo faremo.»

SUL CAMPIONATO: «Se si chiuderà? Non sono ottimista, purtroppo: siamo talmente in tanti coinvolti nel calcio che un rischio contagio c’è, anche se è vero che nessuno è più monitorato dei calciatori. Però ho anche visto che quando si segna, ci si bacia e ci si abbraccia come prima, cosa che dovrebbe essere evitata.»

SU BOBAN: «Come sapete, non sono io che mi occupo della parte sportiva, ma ripercorro un po’ la storia di Elliott. Si è trovato proprietario in una situazione in cui non c’era la liquidità per iscriversi al campionato, ha messo in sicurezza il club, ha assunto un manager di profilo internazionale come Gazidis, ha investito 250 milioni di euro sul mercato, ha lanciato il progetto stadio. Gli sforzi compiuti non sono proporzionati ai risultati, però Elliott ce l’ha messa tutta. Gazidis è un professionista assoluto, ho fiducia che nel tempo la sua attività verrà ricompensata.»

SU PIOLI: «Fatto un ottimo lavoro, è riuscito a far cambiare faccia al Milan, considero quello con il Genoa un inciampo transitorio. Bisogna portare pazienza ancora un po’. In questo contesto, tra i problemi del Paese, quelli del calcio e quelli del Milan, la partenza di Boban, che pur mi è simpatico, non è una priorità nella mia testa.»

SU GIAMPAOLO: «È un po’ difficile gettare la croce addosso a Elliott per le scelte tecniche.»

SU MALDINI: «Se resterà? Me lo auguro. Detto tutto questo, da uomo d’azienda, le dico che quando dei dirigenti vogliono fare un’intervista devono concordarsi, uno non può alzarsi e esprimersi in libertà. Si crea solo confusione all’interno del club.»

SU RANGNICK: «Non conosco Rangnick, se ci sono stati dei contatti, sono molto preliminari. Credo che uno conto siano i contatti, che ciascuno è legittimato ad avere, un altro i contratti: le assicuro che ipotesi di contratto io non ne ho viste.»

STADIO E SPONSOR: «Il progetto stadio rientra nel tema degli sponsor. Poi da un punto di vista dello sforzo organizzativo il Milan sta facendo un grosso lavoro, ma serve tempo. E se torniamo in Europa è tutto difficile.»

IBRA E DONNARUMMA: «Amo da matti Ibrahimovic e Donnarumma, ma se sono due eccezioni lo decide Gazidis. Ridurre gli ingaggi? Non è una strategia, è una necessità.»

Copyright © Daily Milan 2019 | Testata giornalistica | Aut. Tribunale di Biella n° 575 del 31 luglio 2012 | Direttore Editoriale: Luca Rosia