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Analisi

Milan, gironi a confronto. Meglio il ritorno ma l’andata pesa…

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Sperando nel ritorno alla normalità nel più breve tempo possibile, analizziamo la situazione dei rossoneri dopo sette giornate fra girone d’andata e girone di ritorno. Leggermente meglio Pioli di Giampaolo. Il tecnico emiliano è il simbolo di una crescita lenta ma costante

Senza nulla togliere all’importanza e al merito di chi sta combattendo, giorno e notte, l’emergenza Coronavirus che da settimane attanaglia il nostro paese, in questo articolo, vogliamo essere e pensare positivi. Intendiamoci, la situazione attuale è molto grave e delicata ed il calcio, in queste circostanze, ha il dovere di fermarsi e distogliere tutta l’attenzione che solitamente riesce a focalizzare su se stesso. Lo sport più bello del mondo, in fondo, è soltanto la cosa più importante fra le cose meno importanti. Ma ripeto, proviamo ad immaginare che con l’avvento della bella stagione, questo incubo possa terminare e diventare solo un brutto ricordo.

La vita tornerebbe quella di prima e di sempre ed il Milan o il calcio più in generale, riprenderebbe la propria attività e vitalità. Analizzando il finale di stagione che attende i rossoneri, sono ben 36 i punti disponibili sul piatto. 12 le partite da qui al termine del campionato e ogni sfida rappresenta una sorta di finale mondiale. Ovviamente tra tutte le battaglie, metaforicamente parlando, che attendono gli uomini di Pioli spiccano gli incroci contro Roma, Lazio, Juventus, Napoli e Atalanta. Incontri al vertice, amarcord, rivalità e rivincite. Tutto in 5 gare. Non sono da dimenticare e sottovalutare nemmeno le sfide meno di cartello contro le cosiddette provinciali, che lottano per obiettivi diversi ma importanti, quali la permanenza nella massima serie italiana.

Dopotutto al termine di un percorso angusto e difficoltoso come quello della Serie A, le occasioni perse contro quest’ultime pesano in maniera determinante ai fini della classifica. L’imperativo dalle parti di Milanello è quello di perdere meno punti possibili strada facendo, magari affidandosi a Zlatan Ibrahimovic e si spera, al proprio pubblico che tornerebbe ad infiammare San Siro e la Sud. Un ipotetico ritorno di un dodicesimo uomo più che mai utile alla causa rossonera. Tornando a parlare di numeri, nel girone d’andata e con Giampaolo al timone fino alla sfida di Marassi contro il Genoa, vinta poi dai rossoneri grazie ai gol di Theo Hernandez e Lucas Paquetà, il bottino raccolto era di 9 punti, ottenuti per mezzo di 3 vittorie e 4 sconfitte in 7 gare. Nel girone di ritorno invece e con la cura Pioli, cresce leggermente il numero di punti fatti, 11 (sempre 3 vittorie, ma con 2 pareggi e 2 sconfitte). Molteplici sono le differenze che caratterizzano o hanno caratterizzato le “due anime” della stessa medaglia. Il tecnico di Bellinzona poneva al centro del proprio credo elementi ad oggi scomparsi come Suso e Piatek, cercando di adattare le proprie idee tecniche e di formazione ad un gruppo che evidentemente non era adatta a quel tipo di religione. L’allenatore parmigiano invece, si è messo a disposizione della squadra che, seppur in ritardo e con qualche ritocchino sul mercato, sta ripagando la fiducia dell’ex Fiorentina. A lui il merito di aver scoperto o riscoperto giocatori fino ad allora considerati non all’altezza come Hakan Calhanoglu e Samu Castillejo.

Lenta ma costante la crescita del Milan che non può più commettere passi falsi. In campionato sicuramente e poi in Coppa Italia, dove lo attende la Juventus a Torino per la semifinale di ritorno della medesima competizione nazionale. Insomma sperando che la situazione attuale possa risolversi nel più breve tempo possibile, non possiamo che attendere giorni migliori affinché questo avvincente finale di stagione possa compiersi come la migliore delle serie TV. Qualunque sia il verdetto, purché si torni a far rotolare il pallone e far cantare di gioia e di dolore migliaia di tifosi rossoneri e non.

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