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Analisi

Milan, attacco assente: senza reti non si vince

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Analizzando il numero di reti messe a segno dalle prime sette in classifica emerge un dato preoccupante. Milan ultimo con 28 centri all’attivo, Immobile da solo, ne ha segnati 27. Comanda l’Atalanta che vanta il miglior attacco del campionato.

La miglior difesa è l’attacco. Potremmo ironicamente riassumere tutto così. Il dato significativo e preoccupante al tempo stesso dice che, la squadra rossonera, messa a confronto con le prime 6 forze del campionato, è quella con il peggior score realizzativo. Sono infatti soltanto 28 le reti messe a segno dalla squadra di Marco Giampaolo e Stefano Pioli.

In cima a questa speciale graduatoria troviamo, ovviamente, l’Atalanta di Gian Piero Gasperini che conta ben 70 centri complessivi. Quello rappresentato dai bergamaschi è in assoluto il miglior attacco della Serie A per occasioni create, percentuali realizzative, tiri nello specchio della porta e movimenti offensivi. Subito dopo troviamo la Lazio di Simone Inzaghi e soprattutto, Ciro Immobile. L’attaccante campano è al comando della classifica cannonieri con 27 reti all’attivo, di cui 10 su calcio di rigore. Cifra importante e di sicura responsabilità in merito al dato strabiliante che evidenzia come le realizzazioni del centravanti ex Siviglia rappresentino circa la metà di quelle totali tinte di biancoceleste, ovvero 60. Una vera macchina da gol a disposizione di un gruppo che sogna e sta facendo sognare una città intera. La città eterna. Quella della grande bellezza. Medaglia di bronzo per i cugini della Roma a quota 51, alla costante ricerca di un equilibrio fra fase offensiva e fase difensiva dopo l’infortunio di Zaniolo. Lupa che supera di un solo centro i campioni in carica della Juventus, al tabellino, registrano la bellezza di 50 centri. Campioni d’Italia, come sempre, capeggiati da Cristiano Ronaldo e Paulo Dybala. Al quinto posto l’Inter, 49 volte a segno soprattutto grazie allo stato di grazia della Lu-La, ossia la coppia Lukaku-Lautaro Martinez, vero e proprio asso nella manica a disposizione di Antonio Conte. Infine il Napoli degli ex illustri, Carlo Ancelotti prima e Gennaro Gattuso poi, con 41 reti. Poi il Milan.

Come dicevamo poc’anzi a quota 28, i rossoneri risultano indietro e di parecchio. Uno stacco pazzesco. Incredibile. Che fa sicuramente riflettere. Ciro Immobile da solo, infatti, ha segnato quasi quanto i rossoneri nel loro complesso in 26 giornate di campionato. Un dato spaventoso e caratteristico che ha l’obbligo di fungere da campanello d’allarme per attenta riflessione agli uomini di Pioli che, al di là di Zlatan Ibrahimovic, non vantano di certo, una grande reputazione offensiva. Nel calcio moderno, sempre meno tattico e sempre più intenso, contano i ritmi di gioco. Sulla falsa riga di quanto accade in Premier League con il Liverpool di Klopp o il City di Guardiola dove si “vola” per 90 minuti con il solo scopo di giocare un calcio propositivo atto a trovare la via del gol attraverso verticalizzazioni veloci e cambi gioco continui.

Insomma serve procedere in controtendenza. La priorità è segnare. Mancano i gol e manca, forse, un bomber di razza che possa sostituire Zlatan Ibrahimovic che giustamente, non può e non deve rappresentare il futuro, per ovvie ragioni anagrafiche, del club di Via Aldo Rossi. Allo svedese, infatti, più che segnare è stato chiesto di guidare un gruppo giovane ed inesperto sotto molti punti di vista. La miglior difesa è l’attacco e senza segnare, non si vince!

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