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Hernandez: «Inter, ora possiamo batterti. Voglio diventare il migliore»

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Il terzino rossonero a Gazzetta e Corriere: «Sono qui da un anno e calcisticamente è stato l’anno più bello della mia vita, un sogno».

Ha compiuto 23 anni martedì e festeggiato il suo primo compleanno in maglia rossonera. È stata una stagione incredibile quella vissuta da Theo Hernandez – epidemia e lockdown a parte – e la serata organizzata con gli amici è servita a brindare anche a questo. A Milano si sente davvero a casa, anche se vive nei pressi di Como e l’atmosfera della città non la respira tutti i giorni. A differenza di Milanello, dove si allena senza sosta e punta a conquistare le vette più alte: «Voglio restare qui a lungo – ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport e al Corriere della Sera. Sono qui per restare. Sono felice, è come se fosse casa mia. Ma d’altra parte sapevo già che il Milan era la scelta giusta per la mia carriera. Il Milan era la priorità fin dal subito. Mai avuto dubbi, e ho fatto bene. Sono qui da un anno e calcisticamente è stato l’anno più bello della mia vita, un sogno. Quando sono arrivato, ho detto: voglio diventare il difensore laterale numero uno al mondo. Ho capito che posso riuscirci, lo devo a Maldini che mi ha voluto. È preziosissimo, è stato un campione assoluto: mi aiuta e mi dice dove posso migliorare».

In allenamento le direttive sono già chiaramente impostate: Theo sta lavorando per crescere «nella fase difensiva e anche nella concentrazione, Pioli me lo dice sempre. Da quando è arrivato le cose sono state chiare, ci ha detto cosa fare. È arrivato in un momento molto difficile, non vincevamo e la tifoseria non era contenta. Siamo cresciuti molto come gruppo e nei singoli. Quando è uscita la notizia che poteva andarsene, non ho capito perché: stava facendo benissimo. Ma per fortuna è rimasto. Un allenatore incredibile».

Così come incredibile – parola che risuona con prepotenza quando parla della sua avventura al Milan – è stato (è e sarà di nuovo superata la sosta delle nazionali) l’apporto di Zlatan Ibrahimovic in spogliatoio e sul campo: «È fondamentale. Da quando è arrivato, è cambiato tutto. Ci aiuta, ci parla, ci sostiene, uno per uno. Un leader vero. Siamo felici che sia di nuovo con noi. Anche Brahim Diaz è impressionante, davvero bello vederlo giocare. Ha solo un anno di contratto, ma sarebbe ottimo se restasse con noi a lungo».

È un Milan cresciuto soprattutto nella propria convinzione di essere squadra. Di essere un gruppo competitivo: «Ci sentiamo molto più forti sul campo, in un anno è cambiato tutto. Ora giocare nel Milan è bello e divertente. Siamo squadra e sarà un grande anno, credo che ce la faremo a tornare in Champions League. In tal caso prometto che mi tingo i capelli di rossonero, con in mezzo lo stemma del Milan».

Il traguardo dell’Europa dei grandi potrebbe passare anche dal doppio esito del derby. Sabato sera a San Siro il primo round: «Per vincere contro l’Inter dobbiamo correre e lottare come abbiamo fatto finora, stavolta possiamo farcela. Hakimi l’ho avuto come compagno, so bene chi è e cosa può fare. È un grandissimo giocatore, ma io darò tutto perché non faccia nulla e non lo farò passare». La sfida è lanciata!

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