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Ibra-Gigio, segnali di milanismo e la lunga attesa

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Il futuro del Milan e quello dei suoi due punti di riferimento in campo, il portiere e il centravanti, l’uno baluardo estremo all’altro. Entrambi leader nello spogliatoio, Ibrahimovic e Donnarumma aspettano la chiamata del Club per sciogliere i nodi sulla loro conferma.

Li accomuna un forte senso di appartenenza verso i colori rossoneri e non solo l’agente più punk del mondo del calcio e il destino, quello almeno delle prossime settimane. Ibrahimovic Donnarumma, prima uno poi l’altro mandano segnali di milanismo e attendono, Gigio in campo a sudare a Milanello, Zeta in Svezia preparandosi al rientro in Città previsto per oggi. Entrambi attendono la chiamata di Ivan Gazidis e la convocazione in sede. Presto bisognerà parlare seriamente di futuro.

Ibrahimovic Donnarumma: solo ipotesi fumose, nessuna vera proposta all’orizzonte

Sull’agenda, il CEO di Casa Milan ha abbozzato un paio di date ma nessuna proposta di rinnovo. Si parlava di prima settimana di giugno. Eccola, ci siamo. Anche se Gigio va in scadenza tra un anno, il Club vorrebbe evitare già ora il rischio di perderlo a parametro zero. L’obiettivo è blindarlo a vita, ma serve un’offerta concreta di cui al momento non vi è alcuna traccia. Diverso invece il discorso su Ibra, lui è agli ultimi chilometri di una lunga e intensa carriera. Zlatan gradirebbe restare a Milano ancora la prossima stagione indipendentemente dal traguardo finale di agosto, ma chiede chiarezza attorno al nuovo progetto tecnico e soprattutto nomi di qualità con cui poter giocare. E qui il Milan, oggi, a inizio ripresa può fare ben poco. Di mercato e di nuovi arrivi infatti se ne discuterà più avanti.

Le richieste di Ibra, nelle prossime ore di nuovo in Italia

Non sarà mai una questione di soldi, o meglio non sarà decisivo l’aspetto economico: Zlatan vuole sentirsi protagonista, vuole poter entrare nel progetto da leader, pur mantenendo sempre distacco professionale e rispetto con allenatore e staff. Con Pioli spesso si confronta ma non influenza mai la scelta dell’allenatore. Mette esperienza al servizio del team. È diverso. Chissà se potrà godere della stessa zona di comfort condividendo le giornate con Ralf Rangnick, il cui approdo a Carnago è sempre più vicino.

Intanto Ibra prepara le valigie per fare ritorno in Italia (oggi) dopo che la Società gli ha concesso l’autorizzazione a trascorrere qualche giorno di convalescenza in famiglia a Stoccolma. Nelle prossime ore lo attende un nuovo esame strumentale al polpaccio, l’esito chiarirà i tempi di recupero e aiuterà sanitari e preparatori del Milan a stilare per lui il miglior programma di recupero. Donnarumma invece prosegue in gruppo la preparazione alla semifinale di Coppa Italia di Torino, il primo impegno dei rossoneri dopo il black-out imposto dal Coronavirus.

Il milanismo di Gigio o la strategia di Mino?

Gigio si è già sbilanciato anche se non pubblicamente, vuole restare a lungo nella squadra che gli ha aperto le porte ai massimi livelli, e pare che Mino Raiola lo abbia sostenuto in questa sua scelta. Sotto sotto, dicono i ben informati, l’agente italo-olandese cova però una ben definita strategia: pazientare, attendere che la crisi causata dalla pandemia e che indebolito valutazioni dei cartellini e budget dei Club passi col tempo, almeno una stagione per poi tornare a rialzare la testa e battere i pugni.

Probabile che sia così. Nessuno, neppure oggi, griderebbe allo scandalo. Poi però, anche noi indeboliti con la nostra passione, ci piace credere che non sia sempre e solo una questione di affari. Quindi torniamo lì, convinti dal cuore dei nostri campioni, Gigio Donnarumma e Zlatan Ibrahimovic che mandano segnali di milanismo e attendono. Un passo indietro, noi insieme a loro.

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