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Il Milan di Rebic è un treno da Champions. Ora Spal e Lazio: dare continuità

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Con il 2-0 sulla Roma i rossoneri hanno timbrato la loro prima vittoria stagionale contro una big del campionato. Lotta Europa League apertissima, ma quante pretendenti!

Sulle ripartenze d’effetto Ante Rebic ci ha fatto l’abitudine. A gennaio rientrò a Milanello dopo la sosta di Natale con la spina ben attaccata alla presa e i risultati non si fecero attendere. Ora, superata anche la lunga pausa del lockdown, ha aggiunto due sigilli al bottino del 2020 conquistando di diritto la palma di miglior rossonero del mese. Forse, addirittura, quella di miglior attaccante della Serie A dalla ripresa post Covid. Migliore per impatto, non certo per numeri nella loro complessità. Anche se va detto che solo Cristiano Ronaldo e Ciro Immobile nell’anno solare hanno segnato più reti del croato voluto da Boban la scorsa estate: 13 gol da gennaio per CR7, 11 per il bomber della Lazio, 8 quelli firmati da Rebic. Quota raggiunta anche da Ilicic dell’Atalanta.

Contro la Roma Ante è stato il migliore in campo. Anche senza Ibra ha saputo trasmettere alla squadra qualità e fiducia. Ci ha messo 45 minuti (come tutto il Milan del resto) ma poi ha affondato il colpo quando la partita richiedeva concretezza. Non è certo un caso se da quando l’ex Francoforte ha attivato il turbo, il team di Pioli viaggia a ritmi mai sostenuti prima in stagione. Nell’anno solare, con i tre punti di Lecce e quelli di San Siro contro i giallorossi di Fonseca, il diavolo è virtualmente quarto in classifica dietro a Lazio, Juventus e Atalanta. In piena zona Champions League con 6 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte. In questa speciale graduatoria, poi, non è la squadra ad aver segnato il più alto numero di gol, ma è seconda (con la Lazio) ad averne incassati meno: 11 reti, mentre la Juve resta al comando con appena 7 palloni contati in fondo al sacco. Statistiche fini a se stesse forse, ma che ben delineano il quadro clinico dei rossoneri, tra le squadre più in forma della seconda parte di stagione in entrambe le fasi. L’attacco decolla, la difesa regge. Merito senza dubbio di StefanoPioli, che ha saputo lavorare nella testa dei suoi e soprattutto centellinando zona fragile del campo: la mediana, per esempio, con la coppia Kessie-Bennacer ieri non ha brillato mostrando guizzi d’altri tempi, ma è rimasta lucida e concentrata durante tutto l’arco del match.

E così sono finalmente arrivati i tanto attesi tre punti contro una big. I primi dopo l’Era Gattuso. Ora bisogna dare continuità al momento. La settimana non ammette allentamenti, è importante mantenere la barra a dritta, occhi fissi sull’obiettivo Europa League. Domani è già giorno di vigilia e di chilometri. Spal e Lazio, entrambe attese in trasferta, diranno molto delle prossime ambizioni dei rossoneri. Perché in un attimo la scena può cambiare prospettiva, fuori tutti e dentro nuovi attori protagonisti. Roma, Napoli e Milan si giocano l’accesso all’Europa in un fazzoletto di punti (appena sei), ma occhio anche alle provinciali pronte a sbucare e a inserirsi dalle spalle del terzetto: Verona, Parma, Cagliari e Bologna (nell’ultimo turno tutte a punti tranne i nerocrociati ko contro l’Inter) sono spine che pungono e non aspettano altro.

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