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La furia di Ibrahimovic dopo il ko dei Galaxy: «Ci fece neri»

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L’aneddoto svelato dal suo ex compagno di spogliatoio João Pedro. I Los Angeles nel 2018 si fecero rimontare a Houston in campionato (da 0-1 a 3-2) e a fine partita Zlatan “minacciò” la squadra: «Il primo che parla lo ammazzo, lo ammazzo davvero»

Ogni compagno di squadra o ex compagno di Zlatan Ibrahimovic potrebbe scrivere un intero libro sulla vita al fianco del campione svedese. Aneddoti in campo e oltre il rettangolo verde si sprecano, così come le frasi e gli aforismi che hanno sostenuto l’ego del colosso di Malmö in tutta la sua carriera. Con un minimo comune denominatore nel tempo diventato regola, valida anche per gli avversari; Sky anni fa ci costruì addirittura una scena molto divertente in uno spot sulla Serie A: Ibra è meglio non farlo arrabbiare.

Della sua vincente arroganza, caratteristica facile da ritrovare nel DNA di molti campioni del suo pari livello, ne ha parlato di recente Rafael Leao, che a Milanello da gennaio condivide lo stesso spogliatoio di Zlatan, l’allievo che sogna di emulare il maestro. Alle parole del portoghese del Milan sono seguite sui media quelle del connazionale di Rafael, João Pedro Almeida Machado, che proprio con Ibra ha giocato ai tempi dei Los Angeles Galaxy.

«Ci ha fatti neri»

João Pedro ha svelato un retroscena accaduto in spogliatoio dopo una sconfitta che a Los Angeles fece clamore. Successe il 5 maggio 2018, in campionato i Galaxy erano di scena in Texas: «Giocavamo fuori casa contro gli Houston Dynamo – ha spiegato il centrocampista classe 1993, oggi in prestito al Tondela –. Siamo andati in vantaggio per 1-0, poi siamo finiti sul 2-2 e negli ultimi minuti ci hanno fatto il 3-2. A fine partita, Zlatan ci ha fatti neri. Ci disse “Guardate, se siete venuti qui per andare in spiaggia e passeggiare per Hollywood ditemelo, ma ditemelo adesso. Io ho 300 milioni nel mio conto in banca e possiedo un’isola, non ho bisogno di tutto questo. E la prima persona che parla la ammazzo, la ammazzo sul serio”».

«Ogni giorno…»

Ibra era così, è così da sempre. Duro quando serve, ma nella sua durezza è molto attento a tenere unito il gruppo. È un campione a tutto tondo: sa misurare concentrazione e umore della squadra e ogni sfumatura è in grado di migliorarla. È trascinatore, leader, fratello maggiore. I momenti meno tesi anche a Los Angeles non sono mancati. João Pedro ne ha svelato uno che è tutto un programma: «Stavamo iniziando una partita, qualcuno chiese chi dovesse battere il calcio d’inizio. Un assistente scelse me dicendo che fosse il mio compleanno. Allora Ibra lo guardo e gli disse: “Ogni giorno è il compleanno di Zlatan… Dammi la palla!” E si mise a ridere…». Arroganza vincente.

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