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Milan Femminile

Milan Femminile: il punto sul calciomercato

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Molte giocatrici in partenza e alcuni rinnovi importanti: inizia così il calciomercato rossonero.

Archiviato il campionato è giunto il momento di voltare pagina e di focalizzarsi sulla prossima stagione. L’aria di cambiamento nella rosa del Milan Femminile è tangibile. Molti sono i nomi in uscita, nonostante le ottime prestazioni della squadra di Ganz, la quale ha collezionato ben 11 vittorie e 2 pareggi durante la stagione 2019-2020.

Milan Femminile: le conferme

Partiamo innanzitutto dalle giocatrici rossonere inamovibili. Tra tutte, il capitano Valentina Giacinti, marcatore della stagione appena terminata con ben 10 gol segnati. La giovane Kiss kiss, bang bang! – così soprannominata da Carlo Pellegatti –  è diventata un tassello fondamentale del progetto rossonero. «Un sogno che ho coronato è stato quello di aver segnato nel contro l’Inter nel derby. Sono molto contenta perché è stato il gol decisivo. Volevamo vincere a tutti i costi quella partita, io specialmente la consideravo fondamentale per il resto della stagione. Mi sarei sentita troppo in colpa se non fossimo riuscite ad ottenere tre punti». È con queste parole che il capitano ricorda uno dei goal più belli segnati durante questa stagione: la rete decisiva che ha regalato il derby alle rossonere per 2-1 alla 14° giornata.

Secondo le ultime indiscrezioni, un’altra compagna di reparto ad essere vicina al rinnovo è Valentina Bergamaschi. La giovane rossonera ha fin da subito impressionato tutti, grazie alla sua forza fisica, alla velocità e all’altruismo nel fare assist. L’attaccante numero 7 del Milan Femminile ha più volte dichiarato di voler continuare la sua avventura in rossonero e di essere pronta per le sfide future.

Altra giocatrice che con molta probabilità continuerà a vestire la maglia rossonera nella prossima stagione è Laura Fusetti. In una lunga intervista rilasciata al Corriere dello Sport, Laura ha raccontato il divertente aneddoto legato alla scelta del numero della sua maglia:

«Numero di maglia? Sei. Alla richiesta gli addetti dell’Ufficio numeri devono essersi guardati col risolino che forma la rughetta all’angolo della bocca. Dunque signorina? Signorina a 27 anni, insomma… Maglia numero 6, ha ribadito. Signorina, signorina, ma lo sa che la numero 6 era di Franco Baresi e che è stata ritirata? Il sei, nel pallottoliere rossonero, è un numero chiuso in bacheca. Punto. Ah… Quindi, signorina, che sceglie? Numero 6. L’insistenza implora una deroga, e sia! Ma bisogna chiedere il permesso a sua maestà il capitano: Franco Baresi lo accorda ed è così che Laura Fusetti, altrettanto difensore, ha rimesso in campo il 6 rossonero.».

Oltre a dimostrare un profondo attaccamento alla maglia, la Fusetti è una giocatrice molto determinata e sogna di giocare la Champions nei prossimi anni.

In partenza…

Tra i diversi nomi in uscita troviamo quello di Stine Hovland. Secondo le ultime indiscrezioni de LÉquipière – testata francese che si occupa di calcio femminile- è il Paris Saint Germain ad aver mostrato un forte interesse per la giovane norvegese classe 1991. In seguito ai numerosi addii, infatti, la squadra parigina è alla ricerca di un rinforzo in difesa e avrebbe considerato Hovland l’acquisto perfetto.

Dopo gli addii certi di Heroum, Begic e Thorvaldsdottir, le altre giocatrici ad aver trovato meno spazio durante questa stagione sono: Bellucci, Mendes e Capelli. Queste ultime, infatti, non avrebbero convinto del tutto e sarebbero a un passo dall’abbandonare il progetto rossonero.

Situazione diversa quella di Marta Carissimi. Dopo aver collezionato due stagioni e 16 presenze in rossonero, la 33enne centrocampista rossonera ha annunciato il suo addio al calcio giocato. Sui suoi profili social il lungo messaggio di ringraziamento ai tifosi e la dedica alla sua passione più grande: il calcio.

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Mi ricordo il campo di terra battuta del mio paese.Con le piogge invernali diventava una poltiglia di fango e per renderlo praticabile buttavano “la pula”,l’involucro del grano,pezzetti appuntiti che si infilavano ovunque e andavano via solo a primavera. Sei anni con la squadra maschile,poi il passaggio in serie A femminile col Toro.Era un mondo diverso,avevo compagne molto più grandi,le avversarie giocavano in nazionale ed erano miti per me.Io ci giocavo contro,ma a fine partita andavo a chiedere loro l’autografo. Poi il passaggio a Verona,l’Inter e l’esperienza in Islanda,a contatto con un mondo completamente diverso.Un crescendo che mi ha portato alla Fiorentina e poi al Milan. In questi club ho capito che le cose iniziavano a cambiare,che il calcio femminile iniziava ad avere più seguito e considerazione. Il centro sportivo attrezzato,staff qualificati,dirette tv,i tifosi,lo stadio…prima tutto questo era il privilegio di essere in nazionale,ora è il privilegio di essere una calciatrice. Adesso a 8 anni le bambine giocano nelle squadre femminili e non più nei campi con la “pula”. Guardano alle gesta delle giocatrici più grandi,modelli e punti di riferimento,sognando un giorno di fare la calciatrice di professione. Sono passati 23 anni e ho visto cambiare tante cose. Ci sono cose che però rimangono punti fermi,valori imprescindibili. La passione nel fare questo sport,quella che non fa fare sacrifici,ma scelte. L’ambizione di aggiungere ogni volta nuovi obiettivi e la determinazione per migliorare e raggiungerli,oltrepassando qualsiasi infortunio o ostacolo. Il rispetto per le compagne,gli avversari e tutti quelli che lavorano in questo sport,grazie ai quali il calcio femminile sta crescendo. Il calcio mi ha fatto fare esperienze che sono bagagli di vita. Ringrazio le compagne,gli staff,i club e tutti quelli che ho incontrato in questo percorso perché ognuno ha contribuito alla mia crescita. Ho appreso tanto dalle più esperte, ho fatto miei gli insegnamenti e cercato di trasmetterli a quelle più giovani. Ora è il momento di lasciare il calcio giocato, consapevole di aver dato tutto e con la speranza di aver lasciato qualcosa. #passioneinfinita

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