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Milan, i perché del mercato e le strategie del rilancio: patto con Gigio e Calha, poi nuovi investimenti a gennaio

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“Chiacchierata” tra la dirigenza e i Media oggi a San Siro: il quadro sul presente e sul futuro del Club.

Un incontro con la stampa rossonera dai toni informali tra le mura di San Siro, per tirare le somme del mercato da poche ore concluso e presentare le linee strategiche future del Club. Protagonisti questa mattina il CEO Ivan Gazidis, il Direttore Tecnico Paolo Maldini e il Direttore Sportivo Frederic Massara.

Si è fatta chiarezza su molti punti. Il mercato rossonero si è sviluppato in tre fasi. Si è partito dalle priorità, tra tutti quella legata al rinnovo di Zlatan Ibrahimović (poi si è passati al riscatto di Kjaer e agli acquisti dei cartellini di Rebic e Saelemaekers a titolo definitivo) per poi piazzare il grande colpo, Sandro Tonali strappandolo all’Inter. La necessità di completare ogni reparto ha poi concentrato il lavoro negli uffici del Portello durante il mese di settembre: la parola d’ordine è stata “opportunità”. Così sono arrivati Hauge in attacco e Dalot in difesa. Il Milan avrebbe voluto inserire in organico anche un tassello in più in mediana (Bakayoko, pista raffreddatasi per motivi tecnici ed economici) e un difensore centrale, ma non c’erano le giuste condizioni. Con la cifra risparmiata il Club ci riproverà durante la sessione di gennaio, senza però superare i 50 milioni di euro di investimento. Nessun nuovo nome raggiungerà Milanello dal mercato degli svincolati.

Capitolo rinnovi: Gigio Donnarumma e Hakan Calhanoglu sono due pratiche aperte sulle scrivanie di Paolo Maldini e Frederic Massara. La volontà del Milan è di proseguire con entrambi e la Società è disposta a fare sacrifici. Sacrifici ma non pazzie. Se ne riparlerà a breve, nei prossimi giorni, dalla dirigenza filtra ottimismo.

Questo è un Milan senza limiti (ne è pieno sostenitore Maldini) ma è anche un Milan consapevole delle proprie debolezze. Non è un Milan da scudetto, forse sarà una squadra da Champions League. L’obiettivo del Club è provare a rientrare nel calcio dei grandi il prima possibile, ma se non dovesse arrivare il tanto atteso quarto posto in campionato (come chiedono a gran voce i tifosi) nessuno a Casa Milan ne farà un dramma. La mission di Elliott in realtà ha un respiro più ampio: due o tre anni per tornare brillanti in Europa.

Certamente con un nuovo stadio al posto del Meazza (le cui tempistiche di costruzione vanno ancora chiarite), progetto centrale a livello strategico per rilanciare il Milan. Sicuramente poi con Stefano Pioli in plancia di comando. Il Club è molto soddisfatto del suo allenatore e non solo per i risultati conquistati da gennaio in tutte le competizioni. Al Portello si sono convinti di proseguire con Pioli attratti dalla sua capacità di gestire con serenità e stile le pressioni ricevute in primavera e a inizio estate. Quando, prima del rinnovo del contratto dopo la sfida con il Sassuolo, stava rapidamente prendendo forma il nuovo Milan di Ralf Rangnick.

Copyright © Daily Milan 2020 | Testata giornalistica | Aut. Tribunale di Biella n° 575 del 31 luglio 2012 | Direttore Editoriale: Luca Rosia