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Milan 2015-2016: il sergente non basta, niente Europa!

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Dopo l’esonero di Inzaghi, il Milan riparte da Sinisa Mihajlovic. Il tecnico serbo però, non basta. Esonerato e sostituito da Christian Brocchi, è il simbolo di una stagione incolore.

Milan Mihajlovic. La stagione 2015-2016 del Milan parte con l’affidamento della panchina rossonera a Sinisa Mihajlovic. Il tecnico serbo subentra a Pippo Inzaghi ed inaugura una nuova parentesi sportiva. Durante il mercato estivo, raggiungono Milanello gli attaccanti Carlos Bacca e Luiz Adriano, i centrocampisti Juraj Kucka, Andrea Bertolacci e Josè Mauri e i difensori Alessio Romagnoli e Rodrigo Ely. Tornano a vestire rossonero anche Nocerino, Niang e Mario Balotelli. Inoltre, la rosa viene sfoltita da molte cessioni, tra le quali, la più illustre e dolorosa, quella di Stephan El Shaarawy. Il Faraone, dopo 4 lunghe primavere rossonere, abbandona Milano direzione Montecarlo (giocherà per il Monaco). Insomma in due mesi, è rivoluzione.

Milan Mihajlovic: falsa partenza

Milan Mihajlovic. Ma la musica non cambia. Mentre l’esordio in Coppa Italia col Perugia è sereno grazie ad una buona prestazione condita ad una bella vittoria, il debutto di Firenze in campionato è traumatico. I ragazzi di Mihajlovic vengono sconfitti per 2 a 0 dalla nuova Fiorentina di Paulo Sousa. I rossoneri rialzano la testa una settimana dopo a San Siro contro l’Empoli, grazie ai sigilli di Luiz Adriano e Carlos Bacca, la nuova coppia d’attacco del Milan di Mihajlovic, ma non basta. Due settimane dopo e finita la sosta per le nazionali è tempo di derby. Inter contro Milan. Nonostante una prestazione ben al di sopra delle aspettative, la squadra del tecnico serbo cade e si arrende al gol di Fredy Guarin. Il maestro (Roberto Mancini) batte l’allievo (Sinisa Mihajlovic). Per il Milan è già aria di crisi.

Gigio, il predestinato

I risultati deludenti dell’autunno rossonero portano al debutto di Gianluigi Donnarumma, giovane portiere della primavera. Il sedicenne di Castellammare di Stabia, supera nelle gerarchie Diego Lopez prima e Abbiati poi, guadagnandosi una titolarità a dir poco meritata. Tutto ciò accadde il 25 ottobre 2015 in occasione della sfida casalinga contro il Sassuolo. Tornando ai risultati sul campo, le sconfitte contro Napoli (0 a 4 fra le mura di San Siro) , Juventus (con il gol di Dybala) e Inter, disegnano e chiudono un girone d’andata disastroso e pesantemente negativo, terminato all’ottavo posto.

Milan Mihajlovic: il derby e la finale di Coppa Italia

Milan Mihajlovic. Il solo colpo della sessione invernale è il ritorno di Kevin-Prince Boateng. Bella prova e prestazione contro la Fiorentina, battuta 2 a 0 a San Siro. Questa vittoria inaugura il girone di ritorno. Anche in Coppa Italia i risultati arrivano e la squadra raggiunge le semifinali dove ad attenderla sarà la sorpresa della competizione, l’Alessandria. Prima di ciò, i rossoneri vendicano la sconfitta del derby d’andata. Il derby Milan Inter 2016 risulta la più bella vittoria della stagione. Inter dominata dalle reti di Alex, Bacca e Niang. Milano è rossonera, mentre nera è la serata di Icardi (sbaglia un rigore) e compagni. Il cambio di modulo basato su un 4-4-2 semplice ma efficace, sembra funzionare. Il pari di Napoli e l’eliminazione dell’Alessandria, valevole per la qualificazione alla finale di Coppa Italia dove i rossoneri affronteranno la Juventus, confermano il buon momento dei ragazzi di Sinisa Mihajlovic. Ma nulla dura per sempre.

Milan Mihajlovic: scelta inaspettata

Milan Mihajlovic. Inaspettatamente e dopo qualche piccolo risultato incolore, Silvio Berlusconi decide di esonerare il tecnico serbo. La sconfitta del Meazza contro la Juventus, per 2 a 1, è la goccia che fa traboccare il vaso. Le reti di Pogba e Mandzukic, strappano la panchina di Sinisa Mihajlovic che viene dunque sollevato dall’incarico di responsabile tecnico della prima squadra. Al suo posto viene chiamato Christian Brocchi (allenatore della primavera). L’allenatore italiano parte bene (con una vittoria al Ferraris di Genova contro la Sampdoria) ma conclude male. Dopo l’ennesima stagione ricca di problemi e incognite senza risposte, la squadra rossonera conclude il campionato al 7° posto con 57 punti. Niente qualificazione europea dunque, per la terza annata consecutiva il Milan non raggiunge la qualificazione ad una competizione internazionale quale la Champions League o l’Europa League.

Un altro flop

L’ultima speranza, rappresentata dalla possibile vittoria della Coppa Italia, sfuma ai tempi supplementari della finale dell’Olimpico. Alvaro Morata regala il trofeo ai bianconeri che con questa vittoria, realizzano il triplete domestico poiché già vincitori in campionato e Supercoppa. Al termine della stagione, la quarta senza trofei (record negativo per la presidenza Berlusconi), Christian Brocchi viene esonerato per far posto a Vincenzo Montella, che guiderà la squadra la prossima stagione.

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