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Rio Ave-Milan, le pagelle rossonere: Donnarumma in copertina (7), Leao pasticcione (5)

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Il Milan strappa vittoria e qualificazione in Portogallo solo ai calci di rigore. Ecco l’analisi del match attraverso i voti ai protagonisti in campo.

DONNARUMMA 7
Che dire, poteva finire con un 6 e termina con un 7. Si vede per la prima volta alla mezz’ora, ma il primo intervento vero arriva solo al 41′ su Manè. Incompelvole sul primo gol del Rio Ave, forse poteva fare qualcosa di più sul raddoppio nel supplementare. Sbaglia il suo rigore nella lunga lotteria dagli undici metri, ma poi si fa ampiamente perdonare firmando la parata decisiva su Santos. Uomo copertina.

CALABRIA 5,5
Troppi errori questa sera per Davide. Si vede meno del solito e quando si fa notare non è completamente lucido. Nel secondo tempo supplementare prova anche a impensierire Kieszek da posizione defilata.

KJAER 6
Come tutto il Milan è meno brillante rispetto alle uscite precedenti ma alla fine fa il suo. Subito dominante di testa dopo pochi minuti, “ammonisce” da leader Gabbia e Saelemaekers per un erroraccio a centrocampo al 39’ prima di metterci una pezza. Si fa a sua volta ammonire dall’arbitro nel supplementare, poi dal dischetto non sbaglia.

GABBIA 5
Test non facile per Matteo, che oltre alle abilità dell’avversario deve fare i conti con il forte vento contro per buona parte del match. Combina un pasticcio al 39′ e si prende un meritato cazziatone da Kjaer, al 56′ si fa anticipare di testa da Tarantini, poi da Gelson Dala allo scadere dei tempi regolamentari, azione che regala l’1-1 ai padroni di casa. Nel supplementare sale in cattedra con un bell’intervento in tackle, una goccia nel deserto.

HERNANDEZ 5,5
Cerca spesso le aperture e i lanci lunghi per Calhanoglu e Maldini, ma non sempre è preciso come vorrebbe. Al 12′ sfiora lo specchio su punizione. Si fa sentire con la sua fisicità e propone un buon pressing, ma quando serve il vero Theo per affondare il colpo sparisce dai radar. Si fa anche ammonire, segnale di una serata per lui più nervosa del solito.

KESSIE 5,5
A livello fisico sovrasta tutti, ma ha meno brillantezza e la mediana ne risente parecchio. Praticamente nullo nelle azioni degne di nota fino al 91′, quando è sfortunato nel rimpallo con Gelson Dala e si rende protagonista – in negativo – nell’azione del pareggio del Rio Ave. Lascia il campo a Sandro Tonali a metà dei tempi supplementari.

TONALI 6
Sulle stesse frequenze di Crotone, non sbaglia nulla ed è protagonista di un paio di buoni recuperi.

BENNACER 5,5
Gestisce il lavoro sporco ma anche lui, come il resto dei compagni, non ingrana mai la marcia in più. Al 35′ su una ribattuta dopo un corner prova la conclusione ma viene murato, poi lo si vede a poche curve dal novantesimo con un bel pallone infilato in area che però nessun rossonero riesce a intercettare. Poco prima del cambio campo, ai supplementari, impegna Kieszek con una punizione insidiosissima. Realizza il primo rigore ma si fa parare la conclusione al secondo giro dal dischetto.

CASTILLEJO 5
In netta fase calante, spento e a tratti svogliato. Non morde il campo sul lancio di Gabbia dopo 14 minuti e si lamenta, lotta ma perde troppi contrasti e sbaglia spesso le scelte. È impreciso su un cross al 34′, emblema della sua serata decisamente da dimenticare. E infatti è il primo nome che Pioli cancella dal taccuino quando le cose iniziano a non girare come il tecnico vorrebbe. Al 46′ Diaz gli “ruba” il posto.

DIAZ 6
Quando Pioli lo inserisce in campo il Milan svolta. Con la sua intensità fa impazzire gli avversari, grazie a una sua folata nasce il corner dell’1-0, poi però va in modalità black out come il resto della squadra dopo il pari dei padroni di casa. Dagli undici metri è perfetto.

CALHANOGLU 6
Male, non il giocatore di Crotone e ancora meno quello di una settimana fa decisivo con il Bodo/Glimt. Ma ha il merito di segnare il rigore allo scadere del secondo tempo supplementare e di collezionarne un altro (quello del 7-6) nella fase caldissima del match. Durante il primo capitolo in terra portoghese troppi errori per lui, sia nei tiri sia nei passaggi a servire i compagni. Ha però il merito di calciare l’angolo da cui nasce il vantaggio firmato da Saelemaekers. Alla fine la sufficienza è più che giustificata.

SAELEMAEKERS 6
A sinistra fa fatica, poi quando Pioli lo dirotta a destra a inizio ripresa – gettando nella mischia Brahim Diaz – cambia passo. Commette una svista al 39′ dividendosi le colpe con Gabbia, poi cresce in precisione e determinazione. Trova il corridoio giusto al 51′ su sviluppi di un calcio d’angolo e insacca per l’1-0. Lascia il campo nel primo tempo supplementare.

COLOMBO 6
Sbaglia il rigore durante la battaglia di fine match e si dispera, poi però tutto si risolve con il “palo palo fuori” di Monte e il suo nome sparisce dalle prime pagine dei giornali di domani. Non si fa praticamente mai vedere, ma è decisivo con una spizzata di testa in occasione del tocco di mano di Borevkovic a pochi secondi dal novantesimo. Se il Milan ha raddrizzato la serata di Vila do Conde è anche per merito suo.

MALDINI 5,5
“Il ragazzo si farà…” cantava Francesco De Gregori. L’impressione è che per il giovane Daniel, all’esordio in Europa trentacinque anni dopo papà Paolo, serva un bel po’ di tempo prima di poter competere davvero con i grandi. Lotta, si mette a disposizione della squadra ma non calcia mai in porta e nemmeno lontano dai pali. A sua discolpa va detto che nessuno alle sue spalle ha creato occasioni per lanciarlo verso i pali difesi da Kieszek. Pioli lo cambia con Leao.

LEAO 5
Entrato in campo è un demonio, spinto da una gran voglia di lasciare il segno in Patria, poi però è il solito Rafael pasticcione. Inciampa una volta sì e l’altra pure, forse perché ha sbagliato la scelta dei tacchetti.

PIOLI 5
Partire con Maldini e lasciare in panchina Colombo (che contro la fisicità dei centrali del Rio Ave avrebbe avuto vita più facile del povero Daniel) è stato un azzardo che infatti ha pagato in cassa. E che poteva pagare carissimo se il film della partita non avesse regalato al Diavolo almeno quattro colpi di scena a proprio vantaggio. Ogni tanto la fortuna gira nel verso giusto anche per il nostro Mister.

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