Resta in contatto con Daily Milan

Primo Piano

Tattica…mente parlando della Via Emilia

Pietro Cartolano

Pubblicato

il

Pietro Cartolano ci aiuta a rileggere le ultime due prestazioni del Milan (Parma e Bologna) in chiave tattica.

Dalla Via Emilia il Milan di Pioli strappa sei punti e trova una nuova quadra tattica. Andiamo, pertanto ad analizzare questo periodo di forte ascesa rossonera.

1 – Le differenze tra Parma e Bologna
2 – Theo, soluzione e problema
3 – Dai nostri consigli al campo
4 – La voce fuori dal coro
5 – Aspettando Godot, in cui God sta per…Z

1 – LE DIFFERENZE TRA PARMA E BOLOGNA
Dopo Parma in molti sono rimasti piacevolmente colpiti. Io no. Lo ammetto, forse sono troppo affezionato alle idee. Maggiore pragmatismo è necessario nella vita, ma uno non esclude l’altro. Contro il Parma ho visto azioni offensive il cui unico fine era quello di liberare al tiro Jack, Suso e Calhanoglu. Naturalmente non mi sono piaciute le prestazioni di Piatek e Kessie. Il secondo soprattutto sembra un pesce fuor d’acqua. In quella gara, il Parma non avrebbe mai meritato di vincere, ma non penso che il pareggio fosse un risultato sbagliato. Naturalmente sono contentissimo dei tre punti, ma il gol è arrivato fortuitamente e non ricordo alcuna nitidissima occasione.

Contro il Bologna avevo sensazioni positive, pur se ormai avevo perso le speranze di vedere la difesa a tre. Sapete, credo sia questa la soluzione migliore per avere equilibrio, spinta e qualità. Nella gara contro il Bologna la squadra mi ha incredibilmente stupito. Ottima spinta dei terzini, qualità in mezzo, manovra veloce e gestione di Piatek da 8 in pagella. Lo sottolineo: io non ho idee preimpostate, sono estremamente aperto ai cambiamenti e alle evoluzioni, quindi ora parlerò bene di Piatek, non per salire sul carro, ma perché così è (se vi pare). L’attaccante polacco ha lavorato bene sulla profondità, sulla manovra (alla Dzeko) e soprattutto sul lavoro sporco a contatto con i due centrali avversari. Fantastico, da mesi non lo vedevamo così.

P.S. Bennacer è un talento indiscutibile. Complimenti all’algerino.

2 – THEO, SOLUZIONE E PROBLEMA
A discolpa di Giampaolo, Theo come Bonaventura, Conti e Bennacer ha raggiunto la giusta forma fisica solo a dicembre. Pertanto non si tratta solo di bravura di Pioli, ma anche di fortuna che è una componente fondamentale nella vita, come nel lavoro. Detto ciò, Theo ha risolo un bel problema su quella fascia. Da Antonini in poi, non s’è più visto un terzino di spinta sulla sinistra e era diventato un serissimo problema. Il buon Ricardo Rodriguez ha ottime qualità difensive e, come già detto più volte, lo vedrei benissimo nella difesa a tre con Musacchio e Romagnoli. Ma Theo è di un’altra pasta: ha un serbatoio infinito e abbastanza cavalli da riempire un ippodromo. Detto ciò, ringraziandolo per le doti da bomber – che come sottolinea Pioli sono dovute al grande spazio che si trova di fronte per gli inserimenti, perché altrimenti come ala d’attacco farebbe grande fatica -, bisogna sottolineare quanto sia incapace in fase difensiva. Dimentichiamo per un attimo i gol realizzati. Difensivamente non è molto più bravo di un Mesbah, Constant e simili. Non sale mai con il resto della difesa (lavoro maniacale ereditato dalla gestione Giampaolo), è irruento negli interventi e non fa mai la diagonale in copertura. È il naturale rovescio della medaglia del Frecciarossa in fase offensiva. Ecco un altro motivo valido per puntare sulla difesa a tre: lui giocherebbe alto nei cinque di centrocampo. Ma grazie a Dio è dei nostri e ce lo teniamo stretto!

3 – DAI NOSTRI CONSIGLI AL CAMPO
Uno dei leitmotiv della nostra rubrica è sempre stato il reale bisogno di far giocare vicino i giocatori di qualità. Bonaventura con il suo rientro dimostra che l’assenza è stata pesante a dir poco (spezziamo una freccia in favore di Gattuso e Giampaolo). Detto ciò, uno degli errori che imputiamo a Giampaolo è quello di aver fatto giocare distanti coloro che hanno maggior qualità tra i piedi. Certo che ora è tutto più semplice: Bennacer ha smaltito la Coppa d’Africa ed è tornato in forma, Calhanoglu ha completato il percorso di crescita che aveva intrapreso dai tempi di Gattuso, Conti e Suso hanno trovato la forma fisica, Bonaventura è rientrato… Beh Pioli ha avuto il giusto fattore C. Se dovesse riprendere la forma anche Paquetà, allora il Milan potrebbe andare in all in… Effettivamente la Champions è a soli 9 punti.

4 – LA VOCE FUORI DAL CORO
Non mi dire niente Frank, in altri contesti sarei meno duro con te. Ma è veramente necessario che succeda qualcosa per cambiare questa routine. Non è possibile che tu sia sempre il peggiore in campo. Il buon Kessie non mi dica nulla, ma sono costretto ancora una volta a riprenderlo. Con una postilla però. La crescita della squadra lo aiuta moltissimo nelle corse a vuoto che in precedenza era costretto a fare, quindi anche lui è sempre meno in affanno. Pur se con la tattica sta migliorando, la tecnica continua a essere un grave problema. Paolo Maldini dice che la tecnica è bella perché la puoi allenare a qualsiasi età, mentre il fisico prima o poi rallenta autonomamente. Questa spiegazione credo sia semplice ma utilissima per Kessie, se solo la seguisse. Un’ora in più ogni due allenamenti per lavorare solo sulla tecnica credo che sia una pillola non troppo amara da digerire e che sicuramente porterebbe a ottimi risultati. Poi sarò io quello noioso, bacchettone e maniacale, ma il successo arriva solo in seguito a grandi sacrifici. Lo dicono anche le ragazzine su Instagram: no pain, no gain. Chissà se conoscono il significato!

5 – ASPETTANDO GODOT, IN CUI GOD STA PER…Z

Aspettando Godot. Non è così male in fondo. Vi consiglio questa lettura per rimanere aggiornati sulla vicenda Ibrahimovic e per sognare un po’. Vi diciamo anche la data del suo sbarco! Sarà la pressione del suo possibile arrivo che ha risvegliato Piatek? Non voglio pensarlo, ma nel caso non sarebbe male. Dal punto di vista tattico non cambierebbe nulla, non credo che l’idea sia quella di far giocare insieme i due numeri nove, ma attenzione alla rinascita di Leao e Paquetà con il ritorno di Zlatan. Ai due giovanissimi talenti serve un punto di riferimento per le sponde e Piatek non lo è stato finora. E poi si sa, solo Dio fa i miracoli.

Sperando di creare un piacevole confronto vi lascio una una formazione. Modulo: 3-4-3.

 

Commenta

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copyright © Daily Milan 2020 | Testata giornalistica | Aut. Tribunale di Biella n° 575 del 31 luglio 2012 | Direttore Editoriale: Luca Rosia