Il Milan continua a vincere (3-2 al Torino in casa, con gol decisivi nonostante l’assenza di Leao), ma il problema del gol resta cronico e irrisolto. L’attacco rossonero è in crisi profonda: nelle ultime settimane, l’unico a segnare con regolarità è stato Rafael Leao, mentre Santiago Gimenez (rientrato da poco dopo un lungo infortunio alla caviglia, ancora a secco in campionato), Niclas Fullkrug (spento dopo un buon avvio) e Christopher Nkunku (rallentato drasticamente) non incidono come dovrebbero. Numeri preoccupanti: reparto sterile, pochi acuti e una dipendenza eccessiva dal portoghese, che però fatica nel ruolo di centravanti imposto dal 3-5-2 di Massimiliano Allegri.
Proprio per questo, Leao è diventato sacrificabile. Il suo impiego centrale non lo valorizza al meglio – lui è l’unico attaccante davvero produttivo nel 2026 – ma l’atteggiamento divide tifosi e ambiente, e la dirigenza valuta seriamente la cessione estiva per generare risorse fresche e rifondare l’intero reparto offensivo. Una partenza del numero 10 (valutato intorno agli 80 milioni, con clausola da 170 irraggiungibile) rappresenterebbe una svolta tattica e strategica: addio al “Peter Pan” per investire su profili più concreti sotto porta, capaci di garantire gol pesanti e presenza costante in area
La rivoluzione estiva è delineata: con un budget intorno ai 100 milioni (da plusvalenze come quella potenziale di Leao), il Milan vuole inserire almeno un top centravanti per risolvere la crisi del gol e completare l’attacco (dove Pulisic resta solido ma serve peso in area).




