A quarant’anni esatti dall’arrivo di Silvio Berlusconi alla guida del Milan, Filippo Galli, ex difensore rossonero e bandiera del club, ha ripercorso in un’intervista alla Gazzetta dello Sport i giorni che cambiarono per sempre la storia del club. Era il 24 marzo 1986 quando Berlusconi divenne ufficialmente presidente, ma il viaggio era iniziato già da settimane con annunci, elicotteri e una visione rivoluzionaria.
Galli, che all’epoca era un giovane difensore della prima squadra, ricorda con emozione lo sbarco all’Arena Civica sotto la pioggia: «Partimmo da Linate alle 10, atterrammo all’Arena con gli elicotteri bianchi. C’era Cesare Cadeo a presentare, tifosi che cantavano nonostante il maltempo, un’atmosfera incredibile e fantastica. Qualcuno di noi era spaventato, ma fu uno spettacolo unico». La Cavalcata delle Valchirie di Wagner accompagnò la presentazione della squadra: Liedholm in panchina, Baresi capitano, Maldini, Tassotti, Evani, Donadoni, Hateley, Wilkins e tanti giovani tra cui lo stesso Galli e Costacurta.
Berlusconi arrivò con un messaggio chiarissimo fin dal primo giorno: «Lasciate perdere le battute e gli sfottò. Voi siete il Milan e guardate solo al Milan. Questa squadra è condannata a vincere». Parole forti, pronunciate anche durante il trasferimento in elicottero ad Arcore (assicurato per una cifra enorme all’epoca), dove il nuovo patron ribadì l’ambizione del suo gruppo: «Siamo primi in ogni nostra attività, ci troveremmo molto male nel calcio a essere secondi».




