Il Milan si prepara a vivere un’estate di profondi cambiamenti anche sul piano dirigenziale. Tra le figure finite al centro delle valutazioni della proprietà c’è quella di Igli Tare, arrivato appena un anno fa con il compito di ricostruire l’area sportiva rossonera ma oggi sempre più lontano dalla conferma. Le ultime indiscrezioni raccontano infatti di una rottura ormai vicina tra il dirigente albanese e la società guidata da Gerry Cardinale.
La stagione del Milan, partita con grandi aspettative, si è progressivamente complicata tra risultati altalenanti, contestazioni dei tifosi e tensioni interne. In questo clima, la dirigenza starebbe riflettendo sulla necessità di aprire un nuovo ciclo, non soltanto sul campo ma anche nei ruoli chiave della struttura sportiva. Tare, inizialmente considerato uno degli uomini centrali del progetto RedBird, rischia così di pagare il crollo della squadra nel momento decisivo dell’anno.
Secondo diverse fonti vicine all’ambiente rossonero, uno dei nomi più apprezzati per l’eventuale successione sarebbe quello di Tony D’Amico, dirigente che negli ultimi anni si è messo in evidenza per il lavoro svolto all’Atalanta. La proprietà vorrebbe inserire una figura capace di garantire continuità tecnica ma anche una gestione più moderna e aggressiva sul mercato.
Il possibile addio di Tare avrebbe inevitabilmente conseguenze anche sulle scelte future della squadra. Molte operazioni impostate negli ultimi mesi portano infatti la sua firma, dagli investimenti offensivi fino ad alcune decisioni legate alla gestione dello spogliatoio. Anche il destino di Massimiliano Allegri resta collegato agli equilibri societari: il tecnico potrebbe restare soltanto in presenza di un progetto chiaro e condiviso dalla nuova area sportiva.




