Il Milan riparte da zero. La stagione chiusa senza qualificazione alla prossima Champions League ha lasciato macerie tecniche e societarie, e Gerry Cardinale ha deciso di intervenire con una rivoluzione totale che coinvolge dirigenza, panchina e progetto sportivo. Dopo settimane di tensioni interne e risultati deludenti nel finale di campionato, il club rossonero ha scelto la linea dura: fuori Massimiliano Allegri, ma anche Giorgio Furlani, Igli Tare e Geoffrey Moncada. Una scossa fortissima, maturata dopo il crollo nelle ultime giornate e la contestazione pesante dei tifosi a San Siro.
La proprietà americana di RedBird considera fallito il progetto tecnico avviato un anno fa. Allegri era stato richiamato per riportare equilibrio ed esperienza dopo stagioni troppo discontinue, ma il Milan ha pagato un rendimento altalenante e soprattutto un finale drammatico, culminato con la sconfitta interna contro il Cagliari che ha spento definitivamente le speranze europee. Fino a poche settimane fa la squadra era ancora in corsa per il vertice della Serie A, poi il blackout improvviso che ha cambiato tutto.
Il clima attorno al club era diventato pesante già da tempo. Cardinale aveva fatto capire che senza Champions sarebbero arrivate conseguenze importanti e la sensazione, dentro Casa Milan, era quella di un ambiente vicino all’ennesimo ribaltone. Le divergenze strategiche sul mercato, la gestione di alcuni senatori e i dubbi sulla direzione tecnica hanno accelerato il processo.




