Rangnick dice no: come cambia la strategia del nuovo Milan
Il no definitivo di Ralf Rangnick costringe il Milan a ridisegnare completamente il proprio futuro societario. Il tecnico tedesco manterrà la guida dell’Austria, rinunciando alla proposta avanzata da Gerry Cardinale. I dubbi rossoneri sulla totale autonomia richiesta per l’area tecnica hanno bloccato la trattativa sul nascere. Ora la dirigenza deve ripartire da zero per occupare ruoli cruciali e dare una struttura solida al club. Mancano ancora figure chiave come l’amministratore delegato, il direttore sportivo e la guida per la panchina. La società cerca profili moderni, capaci di collaborare attivamente senza imporre pretese giudicate eccessive dalla proprietà. La priorità assoluta rimane la programmazione della nuova stagione sportiva ormai alle porte.
Per i quadri dirigenziali il Milan valuta con attenzione il profilo dello spagnolo Ramon Planes. I primi contatti con l’ex dirigente dell’Al Ittihad sono avvenuti già due settimane fa. Resta viva anche la pista che porta al giovane Devin Ozek, talento emergente di trentuno anni. Il dirigente ha contribuito attivamente alla costruzione del miracolo calcistico con la maglia del Bayer Leverkusen. Nonostante la recente e sfortunata parentesi vissuta al Fenerbahçe, Ozek ha già incontrato i rossoneri due volte. Il suo profilo piace molto perché giudicato meno ingombrante e più flessibile rispetto a Rangnick. Sullo sfondo appare anche il nome di Markus Krösche, attuale direttore sportivo dell’Eintracht Francoforte. La scelta del nuovo direttore tecnico guiderà le successive decisioni per il mercato estivo.
Sul fronte della panchina si accende il casting per il ruolo di nuovo allenatore rossonero. A Londra ci sono stati incontri ravvicinati con il giovane e promettente tecnico Matthias Jaissle. L’allenatore dell’Al Ahli piace per le sue idee moderne, ma esiste una clausola da sei milioni. In alternativa resiste la candidatura di Ruben Amorim, reduce dall’esperienza sulla panchina del Manchester United. Il tecnico portoghese valuta con estrema prudenza il progetto prospettatogli direttamente dal presidente Cardinale. Più indietro nelle gerarchie rimangono Oliver Glasner, attuale guida del Crystal Palace, e Mauricio Pochettino. La proprietà americana intende chiudere la questione in tempi brevi per avviare finalmente il nuovo corso.




