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Analisi

Altra buia notte europea per il Milan, ora la qualificazione è un miraggio

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Non c’è due senza tre, e sfortunatamente ieri sera è stato proprio così. Terza sconfitta in tre partite di Champions League per i ragazzi di Stefano Pioli e adesso le chance di passaggio del turno si fanno decisamente più complicate. A Oporto i rossoneri hanno sicuramente messo in campo una delle peggiori prestazioni di questa prima parte di stagione, complici sicuramente le pesanti assenze di alcuni dei pilastri della squadra, come Brahim Diaz, Theo Hernandez e anche l’estremo difensore Mike Maignan. Oltre però alle difficoltà dal punto di vista tecnico-tattico, il cuore, lo spirito e la voglia di combattere, che hanno contraddistinto il Milan in tutte le altre partite fin qui disputate, sono venute meno, per poi capitolare definitivamente sotto i colpi della squadra di Conceicao.

Un Porto superiore sotto molti punti di vista

Il livello nella maggiore competizione europea si alza notevolmente e il Porto, che disputa ogni anno partite di questo calibro, ne è consapevole ed è anche decisamente più preparato di molti giocatori rossoneri, alcuni alla prima presenza da titolare in Champions League. Fin dal fischio di inizio i padroni di casa hanno infatti dimostrato di essere superiori, soprattutto in una partita che era importante e decisiva ai fini della qualificazione anche per loro. Sospinti da un Do Dragao stracolmo, i giocatori del Porto attraverso il loro pressing alto hanno messo in seria difficoltà la retroguardia del Milan per tutta la durata del match, creando una serie impressionante di nitide palle gol. L’aggressività, la fisicità e la qualità messa in campo dai portoghesi non ha infatti permesso alla squadra rossonera di sviluppare il proprio gioco, peccando in fase di costruzione di precisione e di lucidità.

Un Milan al di sotto delle sue potenzialità

Le assenze hanno sicuramente pesato ma la squadra scesa ieri sera in campo era una lontana parente del Milan che abbiamo ammirato fin a questo momento, soprattutto dal punto di vista mentale più che da quello tecnico. Nei momenti difficili i rossoneri avevano sempre risposto alle avversità con il gioco e con la forza del gruppo, ma al Do Dragao oltre al bel gioco è mancato il cuore e lo spirito di squadra. Qualità che invece non erano mai mancate nelle precedenti partite contro Atletico e Livepool. A Oporto però il Milan non ha avuto la forza di reagire, rimanendo per larghi tratti della partita nella proprio metà campo, respingendo con ogni mezzo le avanzate della squadra portoghese. Gli unici a “salvarsi” per i rossoneri sono stati Simon Kjaer, come sempre monumentale in difesa, e Alexis Saelaemakers, che ha provato con le sue incursioni a far salire la squadra nella meta campo offensiva. Infine neanche i cambi questa volta sono riusciti a rovesciare le sorti della gara, infatti giocatori come Ibra e Bakayoko, reduci da infortunio, devono ancora lavorare per raggiungere una buona condizione fisica.

La strada da percorrere è ancora lunga ma c’è fiducia

La serata di Oporto ha dimostrato quanta strada ancora il Milan debba fare per raggiungere il livello delle grandi squadre che militano stabilmente da molti anni in Champions League. La presenza di molti giocatori giovani, alla prima esperienza nella maggiore competizione europea, ieri sera si è fatta sentire e anche se le assenze erano davvero pesanti dal punto di vista del valore dei giocatori interessati, questo non può essere assolutamente un alibi. Le prossime partite infatti saranno utili, non tanto ai fini della qualificazione, ma in particolar modo per i giocatori per migliorare ulteriormente e per acquisire esperienza in un contesto completamente diverso rispetto al campionato, dove ogni errore può essere decisivo, come le ultime partite hanno dimostrato. Nonostante però manchino soltanto tre partite alla conclusione del girone e anche se il passaggio del turno rimane comunque molto difficile da raggiungere, non bisogna perdere la fiducia come ha dichiarato Ibra a fine partita, perchè come ben sappiamo il calcio è strano.

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