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La partita

Controsorpasso scudetto: altro che fatale, Verona è dolcissima

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Il Milan incassa il vantaggio dei padroni di casa, poi la riprende prima dell’intervallo e dilaga nella ripresa. Doppietta di Tonali, 3-1 di Florenzi.

In rimonta, come l’Inter venerdì a San Siro contro l’Empoli. Il Milan replica al successo dei cugini timbrando al Bentegodi un secco 3-1. Dall’inferno al paradiso. I ragazzi di Pioli si portano avanti con Tonali. Sembra una storia già scritta, Sandro re di Verona nel giorno del suo 22° compleanno. Al 16′ vince un duello con Ilicic e supera Montipò, ma il VAR annulla tutto per posizione di fuorigioco. Valutazione corretta. Il carattere c’è, il Milan sembra poter gestire l’incontro con autorità, sgrana gli occhi su una conclusione da brividi di Caprari e poi ci prova con un destro di Krunic. La rete sembra nell’aria per i rossoneri ma il calcio è crudele e imprevedibile. Passa la mezz’ora, il Verona non si tira indietro (non lo fa mai per tutto l’incontro, chapeau!) e inattesa arriva la doccia gelata, gelatissima. I padroni di casa sfiorano prima il vantaggio con Simeone e dopo gonfiano la rete con Faraoni di testa – gol imparabile per Maignan – su cross al bacio di Lazovic. Il battito cardiaco del Diavolo aumenta di ritmo, la tensione pure, Leao è tra i più nervosi in campo e si prende il giallo al primo giro di lancette del recupero. Ma quando ormai sembra tutto nero su bianco, con l’intervallo alle porte e anche le speranze congelate, ecco il pareggio, come acqua che toglie la sete. Ancora Tonali, capitan futuro, portabandiera di un Milan che ci crede fino alla fine. Stupenda la giocata di Leao. Il portoghese scappa dalla linea di fondo e mette la sfera nel posto giusto, Sandrino fa tutto il resto e il boato dei 16mila milanisti sugli spalti fa tremare anche le mura dell’arena.

Superata la pausa, dopo cinque minuti dal rientro i rossoneri trovano la rete del vantaggio. Tonali, sempre lui, più di tutti, nella notte che lo consacra grande tra i grandi. È la sua notte. Ancora Sandro e ancora Leao, Rafa in veste di assistman con due cioccolatini dolcissimi. Qui batte in velocità Barak e serve al centro per il compagno in maglia numero 8. L’Hellas prova a rispondere, prima con Tameze dal limite, poi con Lasagna di testa. Intanto Pioli mescola le carte e getta nella mischia l’energia fresca di Rebic e Messias (per Giroud e Saelemaekers), Bennacer (per un ottimo Krunic), Ibrahimovic (al posto di Leao) e Florenzi (per Calabria). Ecco, sulle fasce il Milan questa sera aveva un po’ di ragnatele da togliere e sono rimaste lì, qualcosa va rivisto, sia sull’out di Theo Hernandez – peggiore tra i suoi – sia su quello opposto di Calabria, sofferente. All’86’ arriva il punto esclamativo di una serata vietata ai deboli di cuore ma bellissima. Uno-due spettacolo, Messias danza con Florenzi che di destro in diagonale fissa il risultato sul 3-1. È festa Milan, meritata, liberatoria. Messias accarezza il poker dopo un bel lancio di Rebic. Forse troppo per un Hellas guerriero battuto con onore, sconfitto a testa alta. Bene così, giusto così. Ora il Diavolo e lo scudetto sono distanti soltanto 4 punti. Domenica a San Siro arriva l’Atalanta, la cornice sarà ancora una volta sold-out. Pioli insisterà in settimana: bene godersi il momento, vietato però abbassare la guardia.