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È il giorno di Leonardo Bonucci al Milan. Il difensore azzurro ha lasciato Torino nella serata di ieri direzione Casa Milan per accelerare la trattativa con i rossoneri che lo vorrebbero già oggi sull’aereo che porterà la squadra di Montella in Cina per la tournée estiva. Bonucci lascia la Juventus dopo sette stagioni vissute insieme e la promessa, un giorno, di ereditare la fascia di capitano indossata da Gigi Buffon. Un amore nato tra gli entusiasmi, la scintilla al San Nicola di Bari, e tra gli entusiasmi cresciuto fino all’arrivo di Massimiliano Allegri sulla panchina della Vecchia Signora. Da quel momento, nel rapporto tra la Juve e Bonucci qualcosa non ha più funzionato. Le litigate con il tecnico, dapprima circoscritte tra le mura di Vinovo, sono diventate di dominio pubblico, sfociate poi a telecamere puntate in campo e in tribuna, dove Leo ha sostenuti i compagni durante Porto-Juventus di Champions League. «Ho deciso io e ho condiviso la decisione con la società – aveva spiegato la scelta punitiva Allegri il 21 febbraio –. Ha tenuto un comportamento non consono è giusto che paghi, gli servirà per il futuro, ma ora è tutto sereno». Proprio in quel momento, a febbraio, qualcosa nella love story tra Bonucci e Madama si era rotto definitivamente.

Ingoiato il boccone amaro, Leonardo Bonucci ha chiuso la scorsa stagione onorando i colori della Juve in tutte le uscite ufficiali tra campionato e coppe, da quel mese di febbraio a maggio, alla finalissima Champions di Cardiff persa 4-1 dai piemontesi contro il Real Madrid. E già lì, nell’infuocata serata gallese i cui dettagli sono stati rivelati proprio in queste ore da Dani Alves, ex Juventus accasatosi al Paris Saint-Germain, un dettaglio in più – a molti non passato inosservato – ha rivelato la decisione del difensore bianconero, quella di cambiare aria e di farlo in fretta: “La delusione c’è, esiste – scriveva il numero 19 sul suo account Instagram –. Pensavamo e credevamo che questa volta sarebbe stata quella giusta. Purtroppo non è stato così. Complimenti al Real per la vittoria. Resta però l’orgoglio di aver fatto parte di questo gruppo. Abbiamo portato a casa 2 titoli, facendo qualcosa di veramente unico. Un applauso a Voi tifosi che per la Vecchia Signora, c’eravate, ci siete e ci sarete sempre. Nelle sconfitte e nelle vittorie. #finoallafine #LB19 #atestaalta“.

A testa alta, parlando già al passato, Bonucci il 4 giugno salutava la Juventus. In testa, probabilmente, un’esperienza all’estero, magari da Antonio Conte, che lo stesso Leo non ha mai nascosto di apprezzare (e di aver apprezzato a Torino) più di Allegri. Fino alla chiamata del Milan di Fassone e Mirabelli, alla ricerca di una figura di talento e carisma a cui affidare la difesa e il timone della rinascita rossonera, in campo e nello spogliatoio. Proposta che fin dall’inizio ha intrigato e non poco il giocatore. Il resto è storia dei giorni nostri – il viaggio a Milano, i dettagli affrontati nella notte e, oggi, la firma sul contratto -, prefazione di un romanzo d’avventura che a Milanello tutti non vedono l’ora di iniziare a scrivere.

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