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Analisi

Calabria, l’operaio instancabile che lotta per la maglia. Dal rossonero all’azzurro, il duro lavoro paga sempre

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Da incognita a titolarissimo sulla destra nel Milan di Pioli. La prima convocazione in azzurro e il riconoscimento di Sacchi.

Un anno perfetto, certamente il migliore fin qui della sua carriera. Prima si è ripreso il Milan dopo stagioni di alti e bassi impossessandosi della fascia destra, lì dove è cresciuto e ha sudato per arrivare tra i grandi, poi ha aggiunto alla collezione la prima maglia azzurra della Nazionale maggiore. Davide Calabria non ha mai mollato e con tenacia – e un profilo basso fuori dal campo – ha scalato la vetta più alta un passo alla volta. Oggi è certamente uno dei tasselli più luminosi del mosaico costruito in dodici mesi da Stefano Pioli.

«Ci sarà anche il Covid. Sarà che stiamo attraversando un momento oggettivamente complicato. Sarà tutto quello che si vuole. Ma l’emozione di questa prima convocazione in Nazionale maggiore, di questo mio “primo” giorno a Coverciano, non la dimenticherò mai». Tutto l’entusiasmo Davide l’ha raccolto in un messaggio affidato ai social media: «Io non so come andrà questa stagione, per me e per il mio Milan, ma il lavoro paga. Ed oggi essere qui per me è un sogno diventato realtà».

Nove anni nelle giovanili rossonere, in prima squadra dal 2015, stagione dopo stagione ha aumentato minuti e rendimento: dalle 12 apparizioni in Serie A nel 2016/2017, Davide è passato alle 25 inanellate nel campionato scorso. Nelle ultime tre stagioni, poi, ha trovato anche la via del gol. Dall’arrivo di Pioli ha stravinto il duello con Andrea Conti superando con pazienza anche qualche piccolo fastidioso problema fisico (una distorsione alla caviglia, ad esempio, l’ha costretto a saltare a gennaio Udinese e Brescia) e un match alla volta mostrato evidenti segnali di crescita e affidabilità.

A sottolinearne i miglioramenti è intervenuto anche Mister Arrigo Sacchi, uno che di giocatori di valore se ne intende come pochi al mondo: «Vorrei dire una parola su Calabria – ha detto alla Gazzetta dello Sport . Lo considero determinante per come gioca e per l’esempio che dà. Non molla mai, s’impegna al massimo, lotta persino oltre le sue forze. Ecco, queste sono le figure di riferimento».

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