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Analisi

Da Hauge ai record negativi, è stata una Pasqua di riflessioni

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Lucido e responsabile, il nostro mister a fine partita: <Non meritavamo di vincere, troppo lenti e imprecisi…non ci sono scuse>, ma questa non è una novità. E’ invece una novità Jens Petter Hauge, che lo stesso Pioli aveva definito una risorsa fondamentale prima del lunch match di sabato. Una partita da “entro,spacco,esco e ciao”, quella del norvegese, che con la sua classica giocata a rientrare sul destro salva il secondo posto solitario del Milan, perché ora, anche con una vittoria nel recupero di Mercoledì, Juve e Napoli resterebbero comunque dietro per almeno un’altra settimana. In un’altalena di partite buone e meno buone Hauge ha trovato il gol nel momento di maggior difficoltà, personale e della squadra. Era stato addirittura mandato in primavera, per mettere minuti nelle gambe, non è stato minimamente considerato dal Ct norvegese , da cui è stato fatto giocare solo qualche minuto con Gibilterra ed è rimasto fuori dalla lista Uefa di Pioli. Una rete scandinava che segna anche un record, con la Sampdoria, ha trovato il suo quinto centro stagionale. Il norvegese, col Milan, ha disputato 871′, di conseguenza la media è di un gol ogni 174 minuti. 5 gol stagionali, tanti come Theo e Rebic, solo uno in meno rispetto a Leao e uno in più alla coppia con più minutaggio sulla catena di destra (Saelemakers e Castillejo,2 gol per parte). E’ una nota negativa, significa che sotto questo punto di vista siamo ancora Ibradipendenti, se non segna lui l’attacco è tutt’altro che prolifico. Poi c’è da dire che vanno anche fatti i complimenti ad Hauge, ha confermato di essere a disposizione, e questa invece è sicuramente’ una nota positiva, perché per il finale di stagione ci serviranno tutti, Jens Petter incluso.

Non ci aspettavamo il gol di Hauge, così come non ci aspettavamo l’erroraccio di Theo Hernandez. Non è il primo che commette in questo modo il terzino, era successo anche a Bologna, graziato dal risultato. Sbaglia spesso l’uscita palla dalla retrovie con incomprensibili passaggi orizzontali che vanno poi a perdersi nel vuoto. Sono più che sbagliati gli insulti indirizzati al francese sui social, sono più che giuste le critiche. Se si vuole diventare competitivi non si possono commettere certi errori. Una prestazione, quella di Theo, che sembra aver messo in ombra l’ennesima deludente partita di Hakan Calhanoglu. In un modulo basato sul trequartista, abbiamo un trequartista con un solo gol su azione all’attivo in Serie A, poca lucidità nell’ultimo passaggio, non imbuca mai bene il pallone tra le linee. Sono lontani anni luce i tempi del post lockdawn per il turco, che quando (non) gioca così verrebbe da chiedersi perché il Milan dovrebbe svenarsi per rinnovargli il contratto. Prima il dovere, poi i soldi, caro Hakan.

In conclusione, ci sono i record, tutti negativi, di una squadra sprofondata a meno 8 dal primo posto e semiirriconoscibile rispetto ai mesi scorsi. Il record dei pali, per esempio. Con quello di Kessié siamo la squadra con più legni di questo campionato, ben 19. Calhanoglu ne ha presi 5, ibra,kjaer e Brahim tre a testa. Kessie sale a quota due. Fermi a uno Calabria, Tonali e Theo. E poi il bruttissimo rendimento casalingo, nelle ultime 11 partite a San Siro abbiamo ottenuto i 3 punti solamente con Torino e Crotone. Un divario, tra casa e trasferta, nettissimo. Considerando le partite in casa il Milan sarebbe a metà classifica poco sopra la zona retrocessione, in trasferta sarebbe in volo verso lo scudetto. Di qui a fine campionato le sfide più semplici saranno proprio a Milano, ed è qui che dovranno arrivare i punti della qualificazione Champions. <Un risultato imprescindibile>, parola di Stefano Pioli.