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Non si è fatta attendere la riposta del Milan a James Pallotta dopo le dichiarazioni rilasciate proprio dal patron giallorosso all’emittente newyorkese SiriusXM FC. La risposta è stata social, proprio come la strada che ha voluto intraprendere la società di via Aldo Rossi ed è arrivata per mano, o meglio, per bocca di Marco Fassone con un video postato sul profilo ufficiale Facebook della società. Lo stupore è la parola chiave dominate dell’amministratore delegato rossonero che ha detto: «Devo dire che sono sbalordito. Quando stamattina ho letto queste dichiarazioni. Primo per lo stile, è inusuale, almeno in Italia, che un club attacchi in modo così diretto e con questa terminologia una consorella. Secondo per le imprecisioni contenute in queste dichiarazioni. Sentir dire che la proprietà del Milan non ha i soldi per comperare il club è sbagliato, quando tutti sappiamo che qualunque operazione di questa entità viene fatta abitualmente con la leva finanziaria. Secondo, quando si parla di cifre totalmente sbagliate. Oramai tutti sanno che la parte dei soldi relativi al fondo a cui fa riferimento il presidente Pallotta, e cioè il fondo Elliott per finanziare l’acquisizione del Milan è di 180 milioni su un valore del club di 740 milioni. Ripeto, imprecisioni da una parte e stile dall’altra quantomeno discutibile». Sulla ‘minaccia’ arrivata sempre da Pallotta, invece: «Io non so lui a cosa si riferisca quando dice ‘pagheranno le conseguenze’. Non so se è una minaccia o no. Noi, tutti lo sanno, abbiamo emesso un bond – pari a 50 milioni di euro – che è totalmente destinato a finanziare la campagna di questa estate. Siamo, al momento, ampiamente al di sotto del consumo di questo bond. Ci sono dei piani pluriennali che, per altro, oltre ad aver presentato ad un CdA che è fatto da personaggi di qualità come Paolo Scaroni, Marco Patuano, Roberto Cappelli, che dovrebbero essere per qualunque tifoso e qualunque italiano la più totale garanzia. E’ stato presentato alla UEFA nell’ambito di un voluntary agreement. Tutti lo conoscono, è pubblico e potrà vederlo tranquillamente anche il presidente Pallotta. Quindi sono minacce, se sono minacce, che francamente respingo al mittente». 

Prima di chiudere il video Facebook, Fassone ha risposto anche in merito ai dubbi di Pallotta sugli stipendi mai superiori ai ricavi e sul fatto che il Milan sta perdendo la testa: «Io non so come lui possa pensare che gli stipendi del Milan un domani possano essere uguali ai ricavi. Tutto il nostro piano prevede che gli stipendi rimangano sulla soglia che è tra il 50 e il 60% dei ricavi della società. Quest’anno è così. Noi siamo partiti da una soglia molto bassa, perchè nella precedente gestione gli stipendi erano al di sotto di una soglia ampiamente competitiva e poi, ritorno anche al discorso di prima dell’indebitamento. Il livello dell’indebitamento del club è di 120 milioni di euro. Rispetto al fatturato del club è straordinariamente migliore di quello che ha la Roma, che ha la sfortuna di essere quotata in borsa e quindi un bilancio pubblico. Io non mi permetto di commentarlo, ma chiunque lo può andare a vedere e verificare il livello di indebitamento. Non mi preoccupa che il presidente Pallotta non capisca come possa spendere il Milan, mi preoccupa di più quando fa l’accusa di ‘perdere la testa’. Noi manager cerchiamo di essere razionali e di essere freddi. Non siamo tifosi, ogni investimento è calcolato e basato sul fatto che si pensa di ripagarlo con i ricavi aggiuntivi che questo investimento porterà. Lo pregherei di tenere conto del fatto che i giocatori che abbiamo acquisito fino a questo momento sono giocatori che vanno nell’asset della società, che patrimonializzano il club e che danno un valore. Quando si acquista una società – e il presidente lo fa bene perchè lo fa di mestiere – si guardano gli asset che questa ha in pancia e nel nostro caso gli asset sono quasi unicamente i giocatori. Quelli che abbiamo acquisito sono giovani e di grande prospettiva e che noi pensiamo ci diano risultati sportivi nel breve e risultati economici nel medio periodo. Il Milan va avanti, certo mi hanno dato una bella sveglia queste dichiarazioni del presidente. Gli rinnovo veramente l’invito, quando lui vorrà, io sono qui in Italia e lavoro 20 ore per il Milan. Sono a sua disposizione per confrontarmi sui bilanci miei e di quelli della Roma. Se devo imparare qualcosa sono disponibile ad impararlo, ma le critiche fatte in questo modo un po’ di fastidio me lo danno».

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