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Analisi

Focus su… Hakim Ziyech: Quando venne bocciato da Van Basten

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Se sarà Milan o estero ancora non c’è certezza, ma sicuramente il futuro di Hakim Ziyech è lontano da Londra.

Tuchel l’ha utilizzato pochissimo in queste stagioni, dove ha segnato 6 gol in 44 partite, ed è ora finito sul taccuino del Milan. Per arrivare al ventinovenne marocchino in scadenza tra tre anni bisognerà vedersela con altri club interessati, ad esempio i francesi del Marsiglia (ora più defilati).
Ziyech quest’anno ha preso parte a solo 329 minuti di gioco, numeri stretti per il talento ex Ajax, ma che lasciano intendere quanto in campo Hakim abbia dovuto superare mille ostacoli… Proprio come nella sua vita privata.

Ziyech è nato in Olanda, a Dronten, ed è il decimo figlio della sua famiglia di origini nordafricane. A 10 anni la tragedia più grande: il 28 dicembre 2003, rientrando a casa, trova il padre morto. Un momento che ha chiaramente marchiato la sua infanzia.
Ma la vita di Ziyech è anche strettamente legata a quella del Milan. Infatti, nel 2013,il suo primo allenatore a dargli continuità nelle giovanili dell’Hereenven, si chiama Marco Van Basten. Autore di 11 gol in 36 partite, il 20enne sorprende in maglia biancoblù, ma ha tanti attriti con l’allenatore che più volte lo manda a giocare con le riserve per punizione. Quando nel 2016 ha scelto di giocare per il Marocco, anziché per l’Olanda, lo stesso Van Basten commentò piccato: “Decisione stupida da parte di una persona stupida“.

Hakim Ziyech, così com’è per la maggior parte della popolazione marocchina, è molto credente, per la fede religiosa spesso ha rinunciato a tante cose… ad esempio al NO secco ai tatuaggi, completamente inesistenti sul suo corpo.
Chi lo conosce bene, inoltre, ne parla come un fenomeno del biliardo, e grande amante dei videogiochi e delle macchine. Possiede un’Audi RS6-R, una Coupé Mercedes-Benz, due Lamborghini e una lussuosa Golf.
Resta da scoprire se un giorno dovrà trasferire tutte queste auto in un garage di un qualsiasi villone milanese.