Resta in contatto con Daily Milan

L’attesa è finita, finalmente ci siamo! Si torna in campo e, per la prima volta, potremo osservare il Milan targato Rino Gattuso. Il tecnico calabrese ha portato aria nuove e soprattutto ha allentato un po’ la tensione. Dopo la presentazione ufficiale di martedì, il Mister affronterà oggi la prima conferenza stampa della vigilia. Contro ci sarà il Benevento, ancora a quota ma con il grande desiderio di ottenere il primo punto in Serie A. Gattuso ha a disposizione un inizio, sulla carta, non tra i più complicati e la possibilità di sperimentare giovedì in Europa League. Ecco le parole del tecnico rossonero.

Sul cambiamento: «Prima di tutto devo ringraziare i ragazzi per la disponibilità ed il lavoro, ne sono molto contento. Abbiamo provato tanto, ma dobbiamo stare attenti. Roma non è stata costruita in un giorno ma ho visto grande voglia in questa settimana. Non è un segreto che mi piaccia vedere intensità, lavoro corale. Ho lavorato sulla mentalità. Qualcosa di nuovo abbiamo provato, ma è rimasta la difesa a 3 e abbiamo lavorato su concetti chiari. Quello che è stato è stato. La mia metodologia è completamente diversa da quella di Vincenzo e non è un segreto di Pulcinella. Questi ragazzi li ho trovati un po’ in difficoltà, ma non significa che siano stati allenati male, solo in maniera diversa. Dobbiamo migliorare sull’intensità e mentalità. Le vittorie possono regalarmi tempo che certamente aiuta a lavorare serenamente, con entusiasmo e forza. Elementi positivi di Montella? Certo che è rimasto qualcosa. Più di un elemento. Il palleggio difensivo, la costruzione dal basso e su queste basi proveremo a verticalizzare di più ed attaccare la profondità. Ma dopo una settimana pensare di cambiare tutti e giocare solo sulle seconde palle, sarebbe da pazzi. Questa però è una squadra da palleggio e rimarrà».

Sul Benevento: «Sarà una battaglia. È vero che sono a 0 punti ma con De Zerbi è cambiata: ora sono pericolosi e hanno mentalità. Giocheremo in un ambiente caldo, ma i tifosi non saranno in campo. Contro l’Atalanta e Juventus magari meritavano qualcosa di più; a Torino vincevano a 30 minuti dalla fine. Dobbiamo chiudere gli occhi e pensare che a bordo campo c’è la Champions League, non possiamo permetterci di sbagliarla. Gattuso vs De Zerbi? Ci siamo già visti e incrociati qualche volta, ci siamo abbracciati. Domani poi è Benevento-Milan, non è De Zerbi-Gattuso… ma comunque litigare con me non è difficile (ride, ndr). Ci siamo chiariti ed è finita là. Per me il pensiero a domani è solo fare punti».

Gattuso il 52° allenatore del Milan: «Tutti mi hanno dato molto, anche quelli con cui non ho vinto. Mi hanno lasciato qualcosa e sarebbe facile dire Ancelotti, Sacchi o Capello. Spero solo di fare bene e durare, significa che il lavoro è buono e che i risultati ci sono. L’ItalMilan? Non lo so. Il mio Milan sarà formato da quelli che stanno meglio e lavorano al massimo. Non sto a guardare se è italiano o no perché io ho bisogno di tutti e per me, in questa settimana, è stato difficile fare delle scelte».

L’erede in campo: «Me lo avete chiesto anche l’altro giorno. A livello di caratteristiche dico Kessie, mentre Bonucci ha carisma e leadership. Ma spero di averne tanti di giocatori così».

La settimana di Gattuso: «Mi sento a mio agio. Non ho avuto difficoltà e mi sono sentito al meglio fin dal primo minuto di allenamento con questa squadra. Più passano i giorni e più è difficile gestire 24/25 uomini, nessuno è qui a prenderli in giro ma a livello mentale e di voglia c’è bisogno di tutti. Questa è la mia più grande preoccupazione, coinvolgere tutti, poi per il resto mi sento bene, senza alcuna preoccupazione. Domani? Più tensione perché ho la consapevolezza che domani abbiamo tutto da perdere e con una classifica non bellissima. Ma i rapporti con giocatori e staff è ottimo e sono tranquillo per come hanno lavorato i ragazzi. Quando voglio dormire a casa però, il pensiero va subito alla partita. Notte in bianco? Spero di sì, ma devono farlo i miei giocatori. Io posso anche permettermi di dormire qualche ora in meno».

Il riscatto di alcuni giocatori: «È vero, ma per tanti così come per Kalinic basta un gol o una zampata per cambiare tutto. Basta un nulla per cambiare dalle cose brutte alle immagini più belle. Nikola, così come tutti gli altri, ha bisogno di fiducia ma lui se le cerca le palle gol, è sempre in posizione per segnare e questo è un parametro importante per me. Kalinic alla Mandzukic? Non mi piace parlare solo dei singoli. Magari, ci darebbe nuove soluzioni tattiche ma oggi mi sembra difficile poterglielo chiedere. L’unico che, eventualmente, potrebbe farlo è Cutrone per forza nelle gambe e aggressività. Forse André Silva se istruito. Nikola oggi deve fare il numero 9».

La panchina rossonera un traguardo: «Sinceramente parlando, per me l’obiettivo da allenatore è sempre stato questo ma non pensavo di farcela in 4 anni. Potevo entrare nello staff di Max (Allegri, ndr) 4 anni fa o allenare la Primavera già allora, ma venivo da un problema fisico e pensavo che il mio tempo fosse arrivato per chiudere qui e provare altre esperienze altrove. Ero dispiaciuto, sapevo di lasciare qualcosa di straordinario ma volevo provare nuove esperienze. Essere pronti? Quando quest’estate sono stato presentato per la Primavera, se avessi detto di essere pronto per la prima squadra sarebbe stata una mancanza di rispetto e chissà cosa sarebbe uscito sui giornali. Oggi ho ancora tantissime cose da migliorare ma non smetterò mai di crescere; si migliora fino a 50 anni e oltre. Oggi voglio solo riuscire a formare un gruppo e far loro capire la necessità di averli tutti».

Il punto su Biglia: «Ho parlato con Lucas. In Argentina ci sono milioni di giocatori e lui è il titolare della loro nazionale, è importantissimo e provo immenso rispetto per lui. Conoscendo il ragazzo, è uno che deve stare bene fisicamente per brillare ma nelle ultime settimane si è messo spesso a disposizione anche se non era al top. Abbiamo avuto una chiacchierata e lui è fondamentale per noi, ma deve migliorare la condizione».

Lo scarso rendimento della squadra: «Ho parlato con 4-5 giocatori e poi con tutte le persone di Milanello per chiarirci su tutto e su quello che voglio e vorrò fare. Siamo tutti nella stessa direzione e ho speso il mio tempo libero per parlare con tutte le persone vicine alla squadra, trattando ogni dettaglio dalla prevenzione agli infortuni a ogni minimo dettaglio. Con i giocatori non ho ancora parlato con tutti, ma mi piace studiare il loro passato e cosa facevano prima di venire al Milan. Con Kessie, ad esempio, ho parlato delle posizioni che faceva prima di qua».

 

Commenta

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.