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Il Milan dei giovani fa metodo e diventa esempio. La strada è quella giusta.

Per rapporto età/risultati il Milan meriterebbe già ora uno scudetto a parte. E lo meriterebbe eccome, di diritto anche il suo A.D. Adriano Galliani, bravo a dare concretezza alla linea green imposta dai vertici della Società insieme al D.S. Rocco Maiorino. Lo meriterebbe poi Vincenzo Montella, che a differenza dei suoi predecessori ha plasmato una strategia di crescita, tecnica e motivazionale, vincente e convincente. Ciò detto, non è top in casa Milan ogni cosa che tocca Montella, ma il percorso intrapreso con l’allenatore partenopeo dall’estate (per la verità non solo con i più giovani) sta portando il team a livelli insperati anche solo un anno fa.

I giovani hanno risposto presente, crescono e grazie a loro il Milan sforna prestazioni vere e successi. Tre nomi in particolare mettono tutti d’accordo ed elevano il Club al ruolo di migliore (in questa speciale categoria) dell’intera Lega. Gigio Donnarumma, Alessio Romagnoli e Manuel Locatelli comandano la testa della classifica dei giocatori under 21 più utilizzati in A nel girone di andata, i primi due sul podio, Loca in quinta posizione.

Secondo il conteggio effettuato dalla redazione de La Giovane Italia, che da poco ha lanciato il nuovo almanacco dedicato alla meglio gioventù italiana in ambito calcistico (CLICCA QUI), i tre “baby” Milan hanno collezionato rispettivamente 1758, 1566 e 1092 minuti in campo da Milan-Torino a Milan-Cagliari. La cifra aumenterebbe, inoltre, se inseriti nella lista gli ex Petagna e Cristante (oggi con le maglie di Atalanta e Pescara) e il difensore Davide Calabria, che Montella ha gettato nella mischia in tutta la fase di andata 310′, ma avrebbe voluto coinvolgerlo di più se non fosse stato bloccato dall’infortunio alla caviglia (Davide è tornato a disposizione solo domenica a San Siro contro il Cagliari).

Numeri che ben inquadrano l’eccellente lavoro svolto dalla macchina Milan nell’ambito giovanili, ma non solo. Romagnoli, infatti, è scuola Roma, altro bacino importantissimo di talenti. La strada tracciata sapientemente da Filippo Galli nelle ultime stagioni per il Club di via Aldo Rossi, ma ben visibile anche in molte altre realtà pallonare della penisola, ora chiede però ulteriore determinato sostegno. L’esempio dei rossoneri, parallelo a quello di marca juventina costruito dal passo in B del 2006, deve poter convincere addetti ai lavori e appassionati che solo con scouting mirati, continuità, coraggio e rischio si possono forgiare i campioni del domani. Bisogna crederci insomma. Il segreto sta tutto qui.

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