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Analisi

Gioventù e fragilità, si accende il dibattito. Contro la Stella Rossa spazio al “baby Milan”

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Fragilità, eccoti qui, puntuale come sempre. Se ne parlava spesso al tramonto dell’Era Berlusconi a Milanello. “Questo Milan è troppo vecchio” si diceva, “bisogna puntare sui giovani e non più sui parametri zero” puntavano il dito. Gli stessi che oggi dopo la brusca frenata del Diavolo di Stefano Pioli corridore instancabile nel 2020 (ricordiamolo: miglior squadra dell’anno non solo in Serie A per numeri, vittorie e record di contorno) accendono il dibattito portandolo senza troppi fastidi su toni disfattistici: “Questo Milan è troppo fragile” dicono, “con i giovani è finita la magia”. Leao spesso è criticato, Saelemaekers oggi è tra i primi a ballare sulla graticola, Tonali e quel suo lentissimo crescere – comunque miglior rossonero nel derby – infastidiscono. Rafa, Alexis e Sandro sono solo alcuni dei malcapitati sotto la lente critica della tifoseria più esigente.

Secondo uno studio del CIES, l’International Center for Sports Studies, per buona pace dei soldatini “sempre in guerra, a prescindere” il Milan è addirittura la squadra più giovane tra tutte quelle iscritte nei cinque principali campionati d’Europa. Età media: 24 anni e mezzo, giorno più giorno meno. E contro la Stella Rossa di Belgrado giovedì sera a San Siro la media potrebbe ulteriormente abbassarsi.

Stefano Pioli per il ritorno dei sedicesimi di finale contro la formazione serba punterà su un nuovo walzer di sostituzioni. Nell’orizzonte di Milanello c’è la Roma di Fonseca, domenica sera padrona di casa all’Olimpico e un match che sulla carta vale una larga fetta di quel quarto posto in classifica tanto desiderato dalle parti di Carnago. Meglio quindi far riposare i più anzianotti, chi fatica di più, da Ibrahimovic (spazio a Leao perché Mandzukic è fermo ai box) a Kjaer e a capitan Romagnoli (prende corpo l’idea di schierare Kalulu e Tomori), a Franck Kessie che giovedì potrebbe cedere il posto a Sandro Tonali. In mediana invece il tridente è confermato, così almeno sembra: Saelemaekers, Calhanoglu e Rebic lavorano sotto il sole di Milanello con un solo obiettivo: riprendersi la scena e uscirne a testa alta.

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