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Gli obiettivi dopo Meite: Tomori, poi Mandzukic. Sul croato giro di consultazioni

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Ufficializzato l’ingaggio in prestito di Meite – il centrocampista franco-ivoriano ha firmato fino al 2024 e lunedì sarà già a Cagliari con la squadra – il Milan ora sposterà le proprie attenzioni su difesa e attacco. La priorità è regalare a Stefano Pioli un nuovo centrale difensivo così da completare il reparto dopo la cessione in Turchia di Leo Duarte e quella data per imminente di Mateo Musacchio. Il nome che convince tutti è quello di Fikayo Tomori, 23enne canadese naturalizzato inglese di proprietà del Chelsea. Tomori è l’alternativa al francese Mohamed Simakan dello Strasburgo, obiettivo dichiarato a Casa Milan ma la cui trattativa si è improvvisamente arenata dopo l’infortunio al ginocchio patito dal giocatore nel match di Ligue 1 contro il Lens. I contatti tra Milan e Chelsea per Tomori si sono infittiti in un fazzoletto di giorni: il giocatore, già nel giro della Nazionale maggiore inglese, potrebbe sbarcare a Milanello con la formula del prestito oneroso (3 milioni per sei mesi la richiesta del Chelsea) con diritto di riscatto a 30 milioni.


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È un altro però il sogno di mercato che scalda l’ambiente: Mario Mandzukic. L’ex Juve, svincolato dallo scorso agosto dopo la breve avventura a Doha, all’Al-Duhail, dicono sia eccitato dall’idea di tornare protagonista in Serie A e chiudere la carriera in rossonero. Il croato ha dato la propria disponibilità a trattare le cifre dell’ingaggio, convinto nonostante la proposta preliminare di un contratto di soli sei mesi con opzione su quella successiva, da valutare però al termine della stagione e a obiettivi raggiunti. Le parti torneranno ad aggiornarsi in settimana.

Il Milan prende tempo: da una parte il Club rossonero è sicuro che Mandzukic nonostante l’età (34 anni compiuti lo scorso 21 maggio) possa ancora essere valore aggiunto in campo, nel ruolo di vice Ibra soprattutto, dall’altra però è combattuto tra l’inserire o meno in spogliatoio una nuova personalità dal carattere spigoloso rischiando di minare l’equilibrio vincente del gruppo. Per questo motivo nelle ultime ore è iniziato a Milanello un giro di consultazioni: Pioli è già al corrente da giorni e avrebbe dato il suo ok a procedere, ma Paolo Maldini vuole prima parlare con la squadra e con i leader in particolare, a cominciare da Ibra. Mai come quest’anno, dopo stagioni di caos totale, spogliatoio e Club viaggiano in sintonia su tutto. Tutto, o quasi.