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Analisi

Hai fatto 500, fai 501!

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C’è un modo di dire molto comune nella lingua italiana: hai fatto 30, fai 31. Tutti, almeno una volta nella vita, l’abbiamo sentito dire o l’abbiamo detto. Quel modo comune ora ci viene in aiuto per comprendere meglio la portata di quanto abbia appena combinato Zlatan Ibrahimovic nell’ultima partita di campionato, il 4-0 del Milan contro il Crotone. Ibra ha preso alla lettera il suggerimento, modificandolo leggermente. Zlatan non fa 30 e 31, no. Lui ha fatto 500 e poi 501.

A 39 anni Ibrahimovic sta dominando la Serie A. A livello di impatto fatichiamo a trovare un giocatore più decisivo di lui. Nemmeno Cristiano Ronaldo, di cui comunque riconosciamo la grandezza, ha avuto lo stesso effetto da dominatore sulla Juventus.

Undici partite in campionato (10 effettive, perché contro il Torino ha giocato meno di dieci minuti), 14 gol. Nessuno in Serie A ha un media realizzativa più alta dello svedese. Nell’ultimo pomeriggio di San Siro, in una partita sulla carta tranquilla per il Milan, Ibra ha deciso di infrangere il muro dei 500 (e 501) gol in carriera con le squadre di club. L’aspetto poi impressionante è che Ibra, quando segna, non lo fa mai una volta sola. Ha firmato 14 gol in campionato e realizzato ben 6 doppiette. Le uniche reti singole sono arrivate contro Udinese e Verona. Per il resto, sempre e solo due gol a partita.

Sono pochi i giocatori in attività che hanno raggiunto il prestigioso traguardo dei 500 gol: Cristiano Ronaldo e Lionel Messi, che hanno sfondato anche il muro dei 700, e appunto Zlatan Ibrahimovic.

Da applausi le due reti per così dire “storiche” dell’ultimo turno, contro il Crotone di Stroppa. Il 500esimo gol di Ibra, che ha sbloccato la gara, è stata una vera e propria prodezza, un triangolo ben calibrato con Rafa Leao che ha permesso al gigante con la maglia numero 11 di trovarsi a tu per tu con Cordaz. Il raddoppio invece con un tap-in facile facile dopo un bel passaggio di Theo Hernandez. 2-0 che ha permesso al Milan di controllare la partita e di chiudere definitivamente i conti anche grazie alla fulminante doppietta di Ante Rebic.

Dati che dimostrano quanto l’età sia solo un numero per uno come Ibra. Nell’anno dei 40, Zlatan è estremamente più decisivo di alcuni centravanti molto più giovani di lui e in teoria più performanti rispetto a un giocatore “a fine carriera”. Sappiamo che Zlatan non è mai stato uno che molla facilmente, non fatichiamo quindi a credere che possa sedersi presto a un tavolo con Maldini, Massara e Pioli per discutere di futuro e rinnovo. Ibra può dare ancora tanto a questo Milan, lui per primo ne è consapevole.

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