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Analisi

I dolori del giovane Milan: 28 stop da inizio stagione

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A questo Milan giovane e inesperto, alimentato dall’euforia (dicono), sta andando bene tutto. Dicono. Tanto per partire da una nota, da quel “c’era una volta un Milan tallonato dalla sfortuna…”: la tempesta di infortuni da inizio stagione ha allagato Milanello. Allagato, ha letteralmente allagato Milanello. Sta andando tutto bene, dicono. Uno tsunami inatteso si è imbattuto sul cielo di Carnago e poteva spazzare via ogni piccola grande ambizione del gruppo di Pioli. Invece – per fortuna (qui ha senso parlarne) – ha fatto meno danni di quanti tutti potevamo immaginare. Sta andando tutto bene, certo, ma non per merito della fortuna. Il merito semmai è di Stefano Pioli, che insieme ai suoi guerrieri di più elevato grado – Ibra, Kessie e Kjaer giusto per citarne uno per reparto – ha costruito argini solide e pronte ad affrontare ogni imprevisto: così, dall’onda di problemi fisici dirompente sul centro sportivo dei rossoneri il Milan ha arrestato l’ira di cavalloni pazzi da grande Milan, a suon di gol e prestazioni di alto livello, coinvolgendo tutti. Tutti (e bene) i muscoli e le menti dello spogliatoio.

Il Milan, da settembre a oggi, è stato colpito dalla sfortuna più di qualsiasi altra diretta avversaria in campionato. Sono ventotto gli stop che abbiamo contato e che Mister Pioli e il suo staff hanno dovuto gestire da inizio stagione; qualcuno decisamente più importante e altri meno. Alla faccia di chi espone tesi diametralmente opposte, attaccandosi a favoritismi e – appunto – alla buona sorte, a loro dire luminosa fin dal sole di inizio autunno tra le colline del Varesotto. Insomma, elenchi alla mano non è proprio così. Abbiamo voluto riunire messaggi, note, aggiornamenti ricevuti in questi mesi dall’area comunicazione del Milan – sempre puntuale – solo per curiosità, non certo per zittire o precisare. Di zittire o precisare non ce n’è bisogno. E abbiamo volutamente escluso i “piccoli acciacchi”, le sostituzioni obbligate a gara in corso come quelle di Samu Castillejo in Milan-Lazio e di Pierre Kalulu contro l’Atalanta. Nel farlo – dobbiamo ammetterlo -, nel capire quanto intensa sia stata la tempesta sventurata su Milanello, nonostante ben informati ci siamo ancora stupiti, ancora di più. Stupidi soprattutto dalla grandine di infortuni muscolari che ha aperto le serrande dell’infermeria rossonera già a settembre a tempo pieno, e che purtroppo, ad oggi, non promettono ancora di abbassarsi tanto in fretta.

SETTEMBRE

Durante la sfida contro il Crotone, prima trasferta in campionato, il Milan perde Ante Rebic a causa di una lussazione al gomito sinistro. Il croato resta indisponibile per sette match. All’elenco degli assenti si aggiungono poi Rafael Leao, Leo Duarte e Zlatan Ibrahimovic positivi al Covid: il portoghese rimane fermo per due incontri, il brasiliano esce dai radar di Stefano Pioli per cinque partite, Zlatan invece salta gli impegni contro Bodo/Glimt, Crotone, Rio Ave e Spezia.

OTTOBRE

Nel secondo mese della nuova stagione anche Matteo Gabbia risulta positivo al Coronavirus: Pioli deve fare a meno di una pedina numericamente importante nel reparto arretrato per quattro partite. Hakan Calhanoglu in allenamento accusa una distorsione alla caviglia e non prende parte alla trasferta di Glasgow in Europa League. Il Covid blocca anche Jens Petter Hauge (out per due partite) e Gigio Donnarumma (assente contro Roma e Sparta Praga).

NOVEMBRE

La tempesta di infortuni in casa Milan cresce di intensità nel terzo mese della stagione, che si apre con l’affaticamento muscolare di Davide Calabria, non convocato per l’insidiosa sfida europea contro il Lille. Durante il riscaldamento di Milan-Verona si ferma invece Alessio Romagnoli per un risentimento al polpaccio. Il capitano rientra però nel match successivo, a Napoli contro gli azzurri di Rino Gattuso. In panchina al San Paolo, a guidare il gruppo rossonero non c’è Mister Pioli ma il collaboratore tecnico Daniele Bonera: Pioli e il suo vice Giacomo Murelli risultano contagiati da Covid e quindi obbligati anche loro alla quarantena. Durante Napoli-Milan si ferma poi Zlatan Ibrahimovic, dopo una prova per lui da grande campione: il Milan comunica “lesione al bicipite femorale della coscia sinistra”. Alla fine Ibra è costretto a tifare per i compagni per sette sfide consecutive tra campionato ed Europa League. Per un problema muscolare all’adduttore raggiunge Ibra ai box anche Ismael Bennacer: l’argerino perde tre convocazioni. Prima di Napoli-Milan anche Rafael Leao è obbligato a fermarsi: lesione al bicipite femorale della coscia destra; il portoghese finisce sulla lista degli indisponibili e ci rimane per cinque match consecutivi.

DICEMBRE

Simon Kjaer è il grande assente del mese: “lesione al retto femorale della coscia destra”, recita la nota della Società. Il danese non prende parte alla doppia trasferta di Genova, a quella di Praga e a quella di Reggio Emilia, e alle partite in casa contro Parma e Lazio. Per tutto dicembre Pioli deve fare i conti ancora con un’altra grande assenza, quella di Ismael Bennacer, il metronomo della squadra: lesione al bicipite femorale destro. In totale l’ex Empoli resta ai box per dieci partite tra campionato e Coppa Italia (rientrerà solamente sabato pomeriggio in casa del Bologna). A dicembre la tempesta di infortuni diventa grandine: Alexis Saelemaekers accusa una lesione del retto femorale della coscia sinistra e rimane fuori dai giochi per quattro partite; Zlatan Ibrahimovic a un passo dal rientro in campo torna in infermeria a causa di una lesione al soleo sinistro (out per altri quattro match); Ante Rebic salta la trasferta di Reggio Emilia contro il Sassuolo per un problema al piede. Ma lo stop più grave lo subisce Matteo Gabbia contro il Parma, secondo match di campionato del mese: infortunio al legamento collaterale mediale, assente per undici partite; a inizio febbraio Matteo dovrebbe finalmente tornare ad allenarsi insieme ai compagni.

GENNAIO

Il Covid non dà tregua al Milan e la seconda ondata contagia Ante Rebic, Rade Krunic, Hakan Calhanoglu (ancora positivo) e ferma per un turno Theo Hernandez (dopo un giro di tamponi però l’ex Real risulta falso positivo). Sandro Tonali guarda i compagni davanti alla tv sfidare l’Inter in Coppa Italia per un affaticamento muscolare. L’ex Brescia è in dubbio anche per la trasferta al Dall’Ara di Bologna. Anche Mario Mandzukic si perde il suo primo derby in rossonero, uscito malconcio dalla partita contro l’Atalanta in campionato (problemi alla caviglia per lui). Gli ultimi due a oltrepassare la soglia dell’infermeria sono Brahim Diaz e Simon Kjaer, il danese ormai abituato ai lettini di Milanello: per entrambi problemi alla coscia sinistra, per lo spagnolo ai flessori, per l’ex Roma al retto femorale (lesionato). Se Diaz potrebbe tornare a disposizione di Pioli già contro il Crotone a inizio febbraio, Kjaer dovrà pazientare almeno per tre settimane: gli ultimi aggiornamenti indicano una sola previsione, “potrebbe rientrare per il derby di campionato del 21 febbraio”.

Alla faccia della fortuna!

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