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Editoriale

Il Milan è campione d’inverno: il lato positivo di una serata da dimenticare

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Ci hanno sempre insegnato a trovare il lato positivo anche quando le cose vanno male. Eppure, dopo una sconfitta per 0-3 in casa contro l’Atalanta, cercare un aspetto positivo è difficile. Molto difficile. Nella buia notte di San Siro, in casa Milan non si salva niente e nessuno, al di là forse di Kjaer che ha retto più che ha potuto. Ma non siamo qui oggi per mettere in croce una squadra capace di conquistare 43 punti nel girone d’andata, sarebbe assurdo. Le sconfitte fanno parte del percorso e, come tali, vanno accettate.

Ed ecco allora che forse sì, ragionando a mente lucida forse possiamo trovare il lato positivo anche da questo brusco stop. Il Milan, infatti, è ufficialmente campione d’inverno, in virtù del pareggio a reti inviolate tra Udinese e Inter. Un risultato che non ci dà nessun premio, ovviamente, ma il Milan primo al giro di boa non si vedeva dalla stagione 2010/2011, anno dell’ultimo scudetto. Non sappiamo se alla fine vinceremo davvero questo campionato, ma godiamoci il presente. La squadra rossonera è prima in classifica in solitaria addirittura dalla quarta giornata; da allora nessuno è riuscito a rubare il trono agli uomini di Pioli.

Un risultato sicuramente gratificante per tutti i tifosi rossoneri, dopo anni di buio e di mediocrità. Il Milan è un gruppo unito, solido, e non sarà certo una sconfitta, seppur brutta, a demoralizzare questa squadra. Gli acquisti di Meite, Tomori e soprattutto Mandzukic, poi, possono dare a Pioli quella scelta in più che a volte (vedasi contro la Juventus) è mancata.

Martedì c’è il derby di coppa, che giocheremo senza Donnarumma, ma che può rappresentare la partita del riscatto. Il girone di ritorno intanto è alle porte, ora il Milan dovrà dimostrare di non aver subito il colpo. Con una squadra completata dagli acquisti, con il rientro di Calhanoglu – si spera il prima possibile – il Milan può e deve alzare l’asticella della competitività, cercando di non accontentarsi ma puntando sempre al massimo. In campionato ci sono due sconfitte che gridano vendetta, e un primo posto che sarebbe un peccato lasciar andare.

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