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Nikola è ad un bivio, serve una sveglia forte e imminente

Rino Gattuso continua a lavorare incessantemente per garantire al Milan un finale degno di nota, le sfide contro: Juve, Inter e Napoli sono occasioni importanti da sfruttare, ma dal livello di difficoltà a dir poco esagerato. In un mese i rossoneri si giocano nuovamente tutto, come spesso accaduto in questa stagione dove i banchi di prova sembrano non finire mai. La squadra decimata dalle assenze dovute agli impegni delle nazionali, non ha smesso di lavorare e pensare ai prossimi match. Alcuni giocatori sono stati esclusi dai propri ct, altri hanno invece anticipato il ritorno a Milanello disputando di fatto una sola partita. Tra questi c’è Nikola Kalinic, pupillo di Montella, sostenuto sempre e (quasi) comunque da Gattuso. Il croato dopo l’esclusione punitiva riservatagli dal proprio allenatore è tornato a lavorare per prepararsi al meglio, forse sarebbe più giusto dire per ritrovarsi. L’ex-Fiorentina appare smarrito, il campo emette dei verdetti sempre più netti. Alti e bassi, l’altalena del rendimento sta costando cara a Kalinic, superato anche da André Silva nelle gerarchie di Gattuso.

SILVA HA STRAVOLTO LE GERARCHIE DI GATTUSO Non vi è stata una bocciatura ufficiale da parte di Gattuso nei confronti di Kalinic, né alcuna uscita pubblica dove si parla delle gerarchie riguardanti il reparto d’attacco, ma qualcosa nei piani del tecnico rossonero è cambiato. Lo scarso impegno palesato dal croato in alcune sessioni di allenamento, sommato ai gol e all’ascesa prorompente di Silva e alle prestazioni di Cutrone, hanno stravolto un quadro che fino ad un mese fa era ben definito. Al Milan non basta più la quasi infruttuosa generosità spesa in campo da Kalinic, al Diavolo ora servono i gol, quelli che il n.7 ad oggi non riesce a garantire. In una sola settimana (contro Genoa e Chievo) Silva ha quasi eguagliato la media realizzativa del croato, pur vantando oltre 600 minuti di gioco in meno. Il dato è impietoso: il n.9 pur faticando e tanto ad ingranare sta scalando rapidamente la vetta. Kalinic ha spesso goduto della titolarità che non è riuscito a sfruttare a dovere fermandosi a quota 4 reti stagionali, una miseria per chi fa questo di mestiere. Passi la diversità di gioco, di tecnica e caratteriale rispetto ai compagni di reparto, ma l’esperienza e la conoscenza del nostro campionato dovevano lanciare il croato nel confronto con i più giovani compagni. Nikola è ad un bivio, serve una sveglia forte e imminente. Il mercato non dorme mai, le sirene cinesi continuano a riecheggiare, ma prima c’è un Milan da rispettare in allenamento e da supportare sul campo, almeno al pari di Cutrone e co.

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