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Analisi

Kalulu, che sorpresa! Era solo una giovane promessa, oggi è un prezioso jolly

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Dopo “l’esperimento Leao”, il Milan è tornato a pescare in Ligue 1 per impreziosire la rosa. Pierre Kalulu è l’ultimo tassello aggiunto dalla sessione estiva del mercato 2020. Arrivato in sordina a Milanello dalla seconda squadra del Lione senza particolari referenze, sembrava destinato a unirsi alla primavera di Federico Giunti per farsi le ossa. Così invece non è stato. Il francese si è aggregato fin da subito alla Prima Squadra rivelandosi una bellissima sorpresa per tutti.

Classe 2000, originario di Lione, è protagonista anche nella selezione Under 19 francese. Il suo ruolo naturale è terzino destro, ma per come mister Pioli lo sta impiegando in stagione è evidente il suo alto grado di duttilità. A proposito di altezza è fisicamente alto, non altissimo, non è uno di quei giocatori che rubano l’occhio per la stazza fisica, ma è dotato comunque di un buon fisico al quale abbina una grande velocità.

L’esordio in maglia rossonera è arrivato contro il Monza di Brocchi a settembre in amichevole. Ha disputato una buona gara trovando anche una bellissima rete all’89′ con un gran tiro dalla distanza. Il suo esordio in un match ufficiale invece l’ha firmato a San Siro in Europa League contro lo Sparta Praga. Fin dalle prime uscite ha dimostrato una buona personalità. Contro il Parma invece ha timbrato l’esordio in Serie A, a gara in corso, entrando per sostituire Matteo Gabbia dopo pochi minuti. Il debutto in quell’occasione non è stato dei migliori: da un suo errore – saltato da Gervinho – era nato l’1-0 dei gialloblu.

L’esordio dal primo minuto invece è arrivato nella tana del Genoa, non come terzino ma da centrale di difesa a sostituire i due infortunati Kjaer e Gabbia. Partita difficile su un campo ostico. Ancora una volta Kalulu ha però mostrato grande personalità nonostante la giovane età e l’adattamento al ruolo. Disattento nelle due reti subite dal Milan, nelle marcature dirette, si è poi fatto perdonare siglando il gol del definitivo 2-2 sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

Contro la Lazio la sua prova del nove. Pioli l’ha schierato ancora una volta lì, nel cuore della difesa. Nell’ultima uscita rossonera del 2020 ha costruito la sua miglior prestazione da milanista. Ancora una volta San Siro sullo sfondo. San Siro lo carica. È riuscito ad annullare il detentore della scarpa d’oro, Ciro Immobile, per più di 60 minuti, mostrando attenzione e concentrazione su ogni intervento. Ha impressionato per la capacità di leggere in anticipo le azioni avversarie intercettando la palla e favorendo la ripartenza della manovra. È uscito da situazioni intrigate di pressing con grande scioltezza, tipica di un veterano. L’unica “pecca” sul gol del momentaneo pareggio dei biancocelesti: staccandosi prematuramente dalla marcatura ha favorito Immobile nella battuta a rete.

Da lì in poi Pierre è stato impiegato sempre meno, sfavorito anche dal ritorno sulle scene di Simon Kjaer, superato l’infortunio di nuovo pronto a dirigere il reparto difensivo con la stoffa del leader. Kalulu è una promessa, un calciatore duttile, capace di ricoprire più ruoli. È giovane e quindi non può far altro che migliorare. Allenarsi e continuare a farlo accanto a giocatori più esperti di lui lo aiuterà in questo suo processo di crescita.

Un altro netto segnale di miglioramento si è visto nella gara di Coppa Italia contro il Torino. Schierato titolare da Pioli, ha dipinto in campo una prestazione eccellente. In una partita caratterizzata da un ritmo non eccessivo, si è distinto mettendo in mostra tutte le sue qualità: forza fisica, velocità e attenzione. La sua miglior prestazione in assoluto dall’approdo a Milano in estate.

Nel calcio moderno la duttilità è caratteristica indispensabile. Sempre spesso giocatori di buon livello vanno in difficoltà se spostati dalla loro zona di comfort, altri al contrario fanno della loro qualità quella di sapersi adattare alle singole esigenze della squadra. In questo, Kalulu è decisamente un giocatore moderno. Potrebbe adattarsi a ricoprire anche un ruolo in mediana, in un centrocampo a due. Fino a questo momento però Pioli non lo ha mai proposto in quella zona di campo. Non è da escludere qualche possibile esperimento in futuro. Pierre ha dimostrato in questa sua breve esperienza in rossonero di essere un profilo molto valido, non un semplice gregario. Senza fretta va aspettato, se possibile senza accostarlo a scomodi paragoni che chiaramente aggiungono pressione. Va anche perdonato, messo nelle condizioni di sbagliare e di comprendere l’origine dei suoi errori. Il livello della sua concentrazione deve crescere e adeguarsi al calcio italiano, molto difensivo. Fino a questo momento Kalulu sta rispondendo presente alle chiamate di Pioli e si sta dimostrando una valida alternativa in più zone del campo. Per un Milan falcidiato dalle assenze, è un valore aggiunto non certo secondario.

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