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Kjaer vede solo il Milan: «Convinco il Club e resto»

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«In questo momento è il mio unico sogno» dice a Tuttosport. «Sto lavorando per questo, metterò pressing alla Società perché mi riscatti».

Simon scalpita. Il suo primo mese e mezzo al Milan è stato caratterizzato da alti e bassi. Ha esordito in maglia rossonera il 19 gennaio contro l’Udinese a San Siro (3-2 il risultato finale, gol di Rebic all’ultimo minuto, ndr) sostituendo nell’undici titolare Mateo Musacchio e risultando – a conti fatti – decisivo: nella ripresa, su un tiro di Lasagna, quando il match era ancora sull’1-1, aveva salvato il pallone sulla linea di porta. Un buon biglietto da visita per l’ex Atalanta alla prima uscita ufficiale alla Scala del Calcio da milanista. Un sei e mezzo che lascia ben sperare tutti.

Il segno del suo talento, Kjaer (difensore centrale, 31 anni da poco compiuti), ha provato a lasciarlo seppur non aiutato da un minutaggio ridotto a causa di qualche imprevisto di carattere fisico. Contro il Brescia in trasferta non era piaciuto: mezzo passo indietro rispetto alla prova del Meazza. Out per influenza contro il Verona, si era ancora inceppato nel derby della rimonta nerazzurra chiuso 2-0 dal Milan al termine del primo tempo: lento e prevedibile. “Gli serve tempo in questo Milan, continuità” è il mantra ripetuto da esperti e opinionisti.

Lo stop dopo il Toro

Col Torino (la sua ultima apparizione prima dell’emergenza Covid-19) disputa un incontro ordinato, senza sbavature, ma è costretto a lasciare il campo in anticipo nella prima frazione a causa di un dolore muscolare. Stop che si prolungherà per due partite (e probabilmente – secondo le previsioni di Milanello – sarebbe andato anche oltre). Gli esami strumentali a cui viene sottoposto evidenziano una lesione di basso grado del muscolo bicipite femorale della coscia sinistra. Stop immediato e recupero i cui tempi non si prospettano brevi, ma nemmeno biblici. Poi la quarantena.

«Restare qui è il mio unico sogno»

Oggi Simon scalpita. Ha superato l’infortunio anche grazie al riposo forzato, imposto dalle limitazioni che hanno “addormentato” gran parte del pianeta e non soltanto l’Italia. Ne ha parlato sulle colonne di Tuttosport, provando a guardare negli occhi il suo futuro, per ora congelato come quello di tanti suoi compagni: «In un periodo come questo è molto difficile pensare a cosa potrà succedere l’anno prossimo – ha detto –. Perché la situazione è complicata per tutto il mondo e noi non possiamo fare finta di nulla. Quando dovremo affrontare il discorso con il Milan, lo affronteremo, ma per adesso sto solo preparandomi al massimo per tornare in campo al top, quando sarà il tempo giusto».

In uscita dall’Atalanta, Simon è arrivato in rossonero nella sessione invernale del calciomercato con la formula del prestito secco per sei mesi con diritto di riscatto: «Cercherò di mettere pressione al club perché utilizzi l’opzione di farmi rimanere. Sto lavorando fisicamente e mentalmente solo per quello, perché il mio unico sogno, in questo momento, è rimanere al Milan».