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Analisi

L’exploit di Kalulu e la ricerca di un nuovo difensore centrale

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Al di là del gol, valso i tre punti e la conferma al primo posto della classifica, c’è molto altro nella prestazione di Pierre Kalulu contro l’Empoli a San Siro. Da stopper, il francese offre più garanzie che sulla fascia, è più determinante e attento, lì ha trovato la sua zona di comfort e raccolto i migliori risultati. Sabato sera dopo l’1-0 ai toscani è uscito allo scoperto ai microfoni di Sky: «Mi sento un titolare, adesso gioco di più, ho lavorato per questo io non sono sorpreso, ma posso capire chi lo è. Io voglio farmi trovare pronto e aiutare la squadra a vincere».

I numeri sono dalla sua. Riavvolgiamo il nastro. Quando Simon Kjaer si è infortunato a Marassi contro il Genoa a inizio dicembre, ci si chiedeva quanto la difesa avrebbe retto l’impatto di un’assenza così pesante. Troppo fondamentale il danese per qualità ed esperienza. Invece… Invece le cifre tre mesi e mezzo dopo dicono l’esatto contrario. E con loro le prestazioni dei singoli del reparto, Tomori e – appunto – Kalulu su tutti.

Con Kjaer a disposizione, nelle prime 15 giornate di campionato il Milan aveva raccolto in fondo alla propria porta 18 palloni. Diciotto gol firmati dagli avversari, la media di 1.20 reti a partita. Senza Kjaer, la media di gol subiti in campionato è scesa a 0.78 a incontro: undici reti in 14 uscite. Di queste, Kalulu ne ha giocate 10, di cui 7 dall’inizio al novantesimo. Sette match e 4 gol subiti.

In sintesi, grossolana, con Pierre il Milan viaggia meglio che con Simon. Ciò significa che forse, a conti fatti, buttarsi a capofitto sul mercato per cercare un nuovo centrale non è poi operazione così prioritaria. Forse nemmeno necessaria. Kjaer in estate rientrerà in gruppo e poi – se rinnoverà – c’è sempre Romagnoli, oggi retrocesso nelle gerarchie di Pioli ma tassello di esperienza col contagocce ancora utile alla causa. Ecco, mettiamola così: se dovesse partire il capitano (le richieste non mancano e il contratto scade a fine giugno), allora sì, un centrale serve per completare il reparto. Al contrario, invece, con questo Kalulu in gran forma (peraltro, è un classe 2000) il Milan – direbbe Galliani supportato dai numeri – è a posto così.

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