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L’idolo della Kop al servizio del diavolo

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Dopo gli ultimi giorni incerti di giugno, in cui le questioni societarie legate ai rinnovi di Maldini e Massara sono state fonti primarie di dibattito, ecco materializzarsi il primo colpo di mercato in entrata: Divock Origi si può considerare a tutti gli effetti un giocatore rossonero.

L’ex Liverpool arriva a parametro zero ed è pronto per lui un quadriennale da circa quattro milioni di euro a stagione.

Con la maglia dei Reds ha collezionato 171 presenze condite da 47 gol vincendo una Premier League, una Champions League (da assoluto protagonista), un Mondiale per Club, una Supercoppa Europea, una Coppa di Inghilterra e una Coppa di Lega.

Esperienza, ringiovanimento e… gol pesanti!

Un acquisto che a prima vista sembrerebbe non “scaldare” il cuore dei tifosi rossoneri ma si parla di un giocatore che è stato ed è un vero e proprio idolo della Kop, del cuore della tifoseria Reds più pulsante (celebre lo striscione che recita lo slogan “Football without Origi is nothing”).

In effetti, se ci si fermasse a consultare le statistiche legate alle presenze, la descrizione del nazionale belga sarebbe quella di un buon comprimario; il ruolo in squadra di Origi è stato infatti spesso quello di subentrante, chiuso negli anni in Inghilterra da profili dal nome più altisonante (basti pensare a Firmino, Salah, Mané).

La media gol però racconta altro, se si pensa che tra marcature e assist forniti, il giocatore ha inciso e non poco.

Insomma, non si tratta proprio dell’ultimo arrivato.

I due gol pesantissimi, ancora ben presenti nella mente di ogni appassionato di calcio, nel 4-0 che ribalta il Barcellona nella semifinale di ritorno di Champions League 2019 insieme al suo sigillo nel 2-0 in finale contro il Tottenham ne sono la testimonianza.

Il belga classe 1995 è un attaccante tecnico, rapido, seppur fisico, e in grado ricoprire anche il ruolo di attaccante esterno a sinistra.

A 27 anni è nel pieno della maturità calcistica, porterebbe al Milan un’importante esperienza internazionale e ringiovanirebbe il reparto attaccanti occupato attualmente da giocatori importanti ma con un’età più avanzata come Giroud e soprattutto Ibrahimovic.

E se è vero che, in questo preciso momento storico, le cosiddette “riserve” provenienti dalla Premier League diventano giocatori titolari in grado di far la differenza nel nostro campionato (Tomori e Abraham ne sono la conferma), quello che ci auspichiamo è che Divock possa percorrere la stessa strada e diventare un punto fermo per il Milan.

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