Esattamente quarant’anni fa, il 20 febbraio 1986, Silvio Berlusconi completava l’acquisizione dell’AC Milan da Giuseppe “Giussy” Farina, segnando l’avvio di un’epoca leggendaria che avrebbe trasformato i rossoneri da squadra in crisi in una potenza mondiale. Il club, reduce da anni difficili con debiti pesanti e un passato in Serie B, trovava in Berlusconi non solo un salvatore economico, ma un presidente appassionato, tifoso fin da bambino, pronto a investire passione, visione e risorse per riportare il Milan ai vertici
Adriano Galliani, storico amministratore delegato e braccio destro di Berlusconi per decenni, ha ripercorso quei momenti in un’intervista al Corriere della Sera, sottolineando l’aspetto umano e affettivo dell’operazione. Il loro legame risaliva al 1979, quando Galliani vendette il 50% della sua Elettronica Industriale a Berlusconi con una semplice stretta di mano. Già allora Berlusconi parlava del Milan come di un sogno: “È un atto d’amore da parte di un tifoso”, ha detto Galliani, ricordando come il Cavaliere abbia sempre vissuto il club con l’entusiasmo di chi lo segue da bambino. L’acquisto del 1986 non fu solo un affare finanziario, ma il coronamento di una passione profonda
Quarant’anni dopo, mentre il Milan di oggi sotto Allegri lotta per lo Scudetto, l’eredità di Berlusconi resta indelebile: investimenti intelligenti, passione viscerale e la capacità di trasformare sogni in trofei. Galliani lo ricorda con orgoglio: un’era nata da un amore calcistico che ha reso il Milan immortale.




