Dopo la sconfitta casalinga contro il Parma (0-1, con gol di Troilo), il Milan si trova in una fase delicata: Scudetto ormai lontano e un febbraio segnato da ko (Como e Parma), infortuni pesanti (Loftus-Cheek out due mesi per frattura mascellare) e polemiche arbitrali accumulate. In questo contesto, emerge con forza il tema del futuro di Massimiliano Allegri: il tecnico livornese, tornato a Milanello nell’estate 2025 con un progetto ambizioso, starebbe maturando riflessioni profonde sulla permanenza oltre giugno 2026
Le fonti vicine al club (tra cui SportItalia) indicano che Allegri non è più convinto al 100% di proseguire. Alla base ci sono promesse non mantenute fatte la scorsa estate al momento del suo ritorno: garanzie su gestione societaria, strategia di mercato e chiarezza nei ruoli decisionali. L’ambiente rossonero appare diviso in due correnti: una linea tecnica rappresentata da Allegri e dal ds (focalizzata su scelte sportive e ambizioni), e una più orientata agli equilibri economico-finanziari guidata dal CEO. Queste visioni non sempre collimano, creando frizioni su acquisti, cessioni e gestione interna
Anche il rapporto con figure chiave come Zlatan Ibrahimović (che ha perso peso mediatico e strategico rispetto all’inizio) e lo stesso Furlani sembra meno solido rispetto al passato. Allegri, noto per la sua esigenza di certezze e autonomia tecnica, sente un clima di incertezza che erode la fiducia iniziale. Fino a poche settimane fa, un Milan 2026/27 senza di lui era impensabile; oggi, invece, non è da escludere.




