Più Mourinho che Guardiola: la filosofia tattica e il futuro di Rúben Amorim
A soli trentun anni, Ruben Amorim ha dovuto abbandonare il calcio giocato a causa di ripetuti infortuni fisici. “Avrei potuto fare il manager d’azienda o il businessman, ma ho scelto di allenare“, dichiarò fermamente in quel momento difficile. Questa decisione ha segnato l’inizio di una straordinaria e rapidissima ascesa nel panorama calcistico europeo. Nonostante sia nato pochissimi giorni prima di Cristiano Ronaldo, Amorim ha intrapreso una strada completamente diversa. Sulla panchina dello Sporting Lisbona ha conquistato due storici titoli nazionali nel 2021 e nel 2024. Il primo trionfo ha interrotto un digiuno che per i biancoverdi durava da ben diciannove anni. Questi successi straordinari lo hanno consacrato come uno dei profili più interessanti e cercati del continente.
Il credo tattico di Amorim si fonda sul modulo tre-quattro-due-uno, un vero marchio di fabbrica. Il tecnico predilige una gestione pragmatica del gruppo, ereditata direttamente dai suoi principali punti di riferimento. “Jorge Jesus è l’allenatore che mi ha influenzato di più“, ha ammesso il mister portoghese parlando della sua formazione. Tuttavia, il suo vero idolo carismatico resta il connazionale José Mourinho, maestro assoluto nella gestione degli uomini. Amorim apprezza molto la capacità di analisi dei rivali e il sapersi adattare per vincere. Poco incline al calcio puramente estetico di Guardiola, preferisce la solidità difensiva e la concretezza. Questo approccio unisce lo studio meticoloso degli avversari a una forte identità di squadra.
L’avventura al Manchester United non ha purtroppo replicato i grandi successi ottenuti in Portogallo. I Red Devils non hanno compreso i suoi schemi, abituati da tempo a moduli differenti. Dopo l’esonero in Premier League, Amorim è tornato in famiglia per ricaricare le energie mentali. Il tecnico deve ora ritrovare il filo del discorso interrotto bruscamente in Inghilterra. Nel frattempo, le voci di mercato lo accostano con insistenza alla panchina del Milan. I rossoneri cercano una guida solida, capace di valorizzare i giovani e dare un’identità precisa. La sfida italiana potrebbe rappresentare il riscatto ideale per un allenatore affamato di vittorie.




