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A Casa Milan la presentazione della stagione sportiva 2017/2018. Video emozionale dedicato alla storia dei rossoneri a inizio conferenza. Di seguito le dichiarazioni rilasciate ai media da mister Vincenzo Montella.

«Sono pieno di entusiasmo, la squadra sta nascendo. Sono arrivati tanti calciatori nuovi, di campionati diversi, giovani ma esperti. Il nostro campionato tatticamente resta il più complicato, quindi mi aspetta tanto lavoro. Devono essere prese ancora delle decisioni importanti nelle uscite. Il nostro obiettivo è arrivare in Champions League, per farlo dobbiamo riuscire a superare due squadre. La competitività è molto alta. Mi aspetto di ritrovare nello spogliatoio lo stesso spirito dell’anno scorso. Vedo tantissimo entusiasmo da parte di tutti, questo mi lusinga e mi dà motivazioni. Non voglio però che questo sfoci nella presunzione. Bisogna essere ambiziosi ma realisti. Vedo la voglia di migliorare la squadra da parte della società. Vedo nei nuovi grandissima motivazione e determinazione, lo sono anch’io. La mia testa è già a Milanello per il secondo allenamento. Non ho avuto nessuna difficoltà nel rinnovo, il feeling con la nuova proprietà è nato subito e sta continuando a crescere. Ho firmato prima delle vacanze perché non volevo altre tentazioni. Per quanto riguarda i nuovi acquisti ho dato delle linee guida salvando quello che c’era da salvare della rosa. Il club ha rispettato le indicazioni rispetto al modello di gioco che ho in testa. Non conosco il mercato, sono uomo di campo ma ogni acquisto è stato condiviso. Alcuni dei nuovi arrivi possono crescere ancora. Nelle scelte ha influito per la società gli obiettivi del presente e la crescita del futuro. Montolivo e Locatelli? Stiamo facendo valutazioni costanti, non vorrei parlare di mercato perché non me ne occupo io. Cambio del modo di giocare? Nella costruzione di una squadra deve esserci un modello di riferimento di base, quello dell’anno scorso, e uno di variante perché i giocatori sono in evoluzione. La Juventus continua ad avere qualcosa in più, anche il Napoli è molto competitivo. La Juve è ancora la squadra da battere. Donnarumma? Sono andato a mangiare a Castellammare con la mia famiglia, non era una visita programmata. Casualità ci siamo sentiti con il papà di Gigio che già conoscevo, ci ha invitato a casa sua. Abbiamo preso un caffè, siamo andati soltanto in tre, con mio papà e mio nipote. Ci siamo conosciuti meglio, c’è stato un confronto tra amici. Il caffè era davvero molto buono. Siamo stati fotografati all’uscito, fortunatamente avevo l’auto aziendale, sono stato fortunato (ride, ndr). Le responsabilità stimolano, diventano quasi energia. Non so se questo Milan sia più forte, devo imparare a conoscere i nuovi arrivati. Diventare squadra è difficile, diventare vincenti ancora di più. Ci aspetta un bel percorso. Non abbiamo tempo, abbiamo fretta nella voglia di raggiungere obiettivi importanti. Oggi in determinati ruoli siamo in troppi, come sulle fasce. Qualcuno verrà ceduto. I ragazzi sono intelligenti per capirlo. Suso? Lo stimo, ha un contratto lungo e la volontà della società è di continuare con lui. Chi rimarrà saprà trasmettere a tutta la squadra lo spirito che l’anno scorso li ha contraddistinti. Abbiamo una partita il 27 luglio, alcuni giocatori non possono inevitabilmente essere ancora in forma. Il 27 metterò in campo la squadra più affidabile per affrontare quell’impegno. Obiettivo Champions con i giovani? Manca ancora un terzo della squadra, chissà che questo terzo non tolga calciatori forti alle nostre dirette concorrenti. Sta nascendo una squadra con una logica, la sfida per me è molto interessante. Calhanoglu trequartista? Ha grande talento, non lo conoscevo, ha giocato in più ruoli. Bisognerà capire quanto e come si integrerà nel nostro modo di giocare in Italia. Kalinic? È un profilo che piace. È un’opzione così come ce ne possono essere altre. Ci ha fatto piacere che il giocatore si sia espresso pubblicamente. André Silva ha grandissime prospettive, può crescere, si deve ancora completare. È un attaccante moderno, sa sacrificarsi per la squadra, deve imparare però a segnare di più. Ho una grossa responsabilità perché le ambizioni aumentano, importante è che gli obiettivi siano raggiungibili. Non ci sono mai stati alibi. Abbiamo voglia di portare il Milan ad essere altamente competitivo, siamo qua a lavorare costantemente insieme in armonia per far sì che la distanza con chi è davanti a noi si riduca a breve».

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