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Calendario: inizio morbido, ottobre e novembre mesi cruciali.

Del sottile, striminzito 1-0 rossonero sul campo del Craiova in mano ci resta poco, il giusto invece rimane della prestazione, colorata soprattutto dalla prova dei nuovi arrivati (e da un Gigio ritrovato). Potevamo aspettarci di più in termini di gol e risultato al novantesimo dal Milan di Montella nell’andata del preliminare di Europa League (l’1-0 in trasferta è di Ricardo Rodriguez), era quello che previsione onesta ci consentiva di immaginare invece il film tattico, fisico, tecnico che la sfida di Craiova ha offerto ieri sera. Da una parte una squadra, quella di Devis Mangia, avanti nella preparazione (il campionato rumeno è già alle porte del terzo turno), dall’altra un cantiere apertissimo privo di due dei suoi pilastri più importanti, Lucas Biglia e Leonardo Bonucci, assenti per dettagli burocratici. E poi, nella testa di questo Milan devono entrare meccanismi, equilibri, devono memorizzarsi soluzioni e intese. Va concesso tempo, ci vorranno settimane ancora per dare un volto delineato a una squadra nuova in quasi tutti i suoi spot.

UN MILAN CHE LOTTA Vincenzo Montella non ha certo vita facile. Non un nome dei nuovi arrivati può davvero ritenersi almeno sulla carta “uomo della provvidenza”, campione in grado di salvare la ciurma quando – e durante stagione capiterà – i match si faranno complicati, chiusi magari da difese guardinghe e senza molte soluzioni per portare a casa i tre punti. Non potendo contare su un guerriero di estrema qualità che possa, soprattutto in fase offensiva, guidare la battaglia a metri di distanza dai compagni, Montella dovrà lavorare delicatamente su ogni tassello, cercando di spremere ogni goccia di “poesia” dei suoi uomini. Valorizzarne le potenzialità insomma, nel quadro complessivo della rosa importanti e dalle buone prospettive. Questo è un Milan senza stelle, stelle vere, ma che deve riuscire ad accendersi presto, e da qui ai prossimi dodici mesi illumarsi di luce propria. Dovrà farlo in Champions League, senza se e senza ma, anche perché gli investimenti sul mercato sono stati considerevoli. A favore di Montella due dati nell’analisi imprescindibili, premesse che fanno ben sperare Società e tifosi: la qualità media della rosa è superiore a quella dei recenti Milan, così come si è notevolmente innalzato il livello di desiderio del gruppo, sostenuto da un carattere di base che sulla carta pone i rossoneri al pari dei lontani (in talento) top club. Musacchio, per fare un nome, è esempio che riesce a fondere e fondere bene le due “novità”: è elemento di buon piede (convincente la sua performance contro il Craiova) e dalla grinta costante; Musacchio lascia qualcosa sempre, di sufficiente e positivo, anche se non brilla come un Nesta dei tempi migliori.

IL CALENDARIO SODDISFA Il Milan è in costruzione e aveva bisogno di un calendario dall’inizio morbido. Sempre che possa considerarsi tale un avvio a Crotone e con il Cagliari a San Siro, è almeno nero su bianco un rettilineo di partenza semplice da percorrere. Anche dicembre non presenterà curve pericolose. Dalla 7^ giornata alla 13^ invece si deciderà tutto, o quasi: ottobre e novembre per il Milan saranno segnati dai primi veri banchi di prova, quando affogate in sette uscite i rossoneri dovranno affrontare Roma, Inter, Juventus e Napoli. Va detto che almeno tre saranno sfide interne (contando come “interno” anche il derby di Milano su campo favorevole all’Inter). Vivere Roma, derby e Juve con i propri tifosi (solo per il ritorno di Europa League siamo alla soglia dei 50.000 biglietti venduti) aiuterà un Milan che dopo cinque settimane di “conoscenza”, contro le dirette avversarie alla zona Champions dovrà mostrare la sua vera identità. Soprattutto, però, raccogliere punti preziosi.

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