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Mr. Li si gioca l’ultima carta, ma il fondo americano potrebbe rifiutare qualsiasi proposta. Oggi sarà la giornata decisiva.

C’era un americano (il fondo Elliott), un cinese un russo… Sembra essere l’inizio di una delle più classiche barzellette. Eppure è quanto si prospetta in casa Milan il giorno stesso in cui la stagione 2018/19 prende il via. Oggi, con l’inizio del raduno, sapremo di più su un futuro societario quanto mai incerto. Da una parte c’è sicuramente Yonghong Li che – non avendo coperto il debito di 32 milioni per l’aumento di capitale – è stato costretto ad una corsa contro il tempo per cercare un investitore. Dall’altra c’è sicuramente Elliott che da questa mattina alle 9:00 potrebbe – rifiutando qualsiasi proposta da parte di Mr. Li – escutere il pegno delle azioni. E infine c’è un uomo terzo, un magnate russo che sembra essere uscito allo scoperto.

Stando alla bomba sganciata da Luca Serafini, la giornata di ieri sarebbe stata particolarmente frenetica, in quel di Londra, per cercare la tanto agognata firma su un preliminare e dare così una concreta garanzia al fine di convincere il fondo americano. In particolare – sempre secondo quanto su scritto su Twitter dal noto giornalista di fede rossonera – il nome sarebbe quello di  Dmitrij Rybolovlev che ha scaldato gli animi di tutti i tifosi per tutto il corso della serata e della nottata. L’imprenditore russo è pronto a diventare presidente del Milan – Elliott permettendo -, nonostante sia già proprietario dell’AS Monaco. Problemi? No, c’è il precedente Lipsia-Salisburgo che permette di non preoccuparsi.

CHI E’ RYBOLOVLEV? – Il magnate russo esce allo scoperto nel 2011 quando si interessa al calcio. In particolare decide di entrare in questo mondo acquistando le quote di maggioranza (66%) dell’AS Monaco che militava in Ligue 2. In pochi anni, grazie ad ingenti spese, porta la squadra del Principato a primeggiare – conquistando anche il titolo nel 2017 – in Ligue 1, nonostante ci fosse un colosso come il PSG guidato da Al Khelaifi. Dmitrij Rybolovlev è proprietario di un’azienda russa, Uralkali, che produce ed esporta potassio. Gestisce quindi un colosso quotato in borsa (URKA) da più di 11.000 dipendenti. Ha patrimonio netto stimato a 6,8 miliardi di dollari (Fonte: Forbes, 2018)

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