Alla vigilia della delicata trasferta all’Olimpico contro la Lazio (domenica 15 marzo ore 20:45), Youssouf Fofana ha acceso i riflettori sul morale rossonero con un’intervista esclusiva a SportMediaset. Il centrocampista francese, diventato uno dei pilastri del 3-5-2 di Massimiliano Allegri, ha ribadito con forza la convinzione della squadra nella corsa Scudetto, nonostante il gap di 7 punti dall’Inter capolista (Milan 60, Inter 67 dopo 28 giornate).
“Siamo il Milan, non devo lanciare messaggi: non deve essere Fofana a lanciare messaggi, siamo il Milan e questo basta per crederci”, ha dichiarato il 27enne ex Monaco, sottolineando come l’identità del club sia sufficiente per mantenere viva la speranza tricolore. Fofana ha parlato alla vigilia di una partita cruciale per blindare il secondo posto (+9 sulla quinta) e tenere aperta la rincorsa al titolo, dopo il successo nel derby contro l’Inter (1-0 con suo assist decisivo per il gol di Pervis Estupiñán).
Nel lungo colloquio con Claudio Raimondi, Fofana ha ripercorso la sua storia personale, da umili origini a protagonista assoluto: “Dieci anni fa giocavo ancora a bassi livelli, in famiglia mancavano soldi quindi ho cominciato a lavorare come fattorino delle pizze. Se allora mi avessero detto ‘diventerai un titolare del Milan che si gioca lo Scudetto’ ci avresti creduto? No perché non credevo più in un futuro da professionista nel calcio, pensavo solo a giocare coi miei amici. Ho anche pensato di ritirarmi verso i 18 anni”. Il turning point arrivò con il test allo Strasburgo: “Ho firmato il contratto e mi sono detto che non dovevo più fermarmi”.




