Youssouf Fofana, pilastro del centrocampo rossonero, ha rilasciato una lunga e sincera intervista a L’Équipe in cui non nasconde frustrazione e autocritica per la sua esperienza all’AC Milan. Il 27enne francese, arrivato dal Monaco per rinforzare la mediana, si è trovato a dover adattare il proprio gioco a un ruolo diverso da quello abituale, con conseguenze che vanno oltre il campo: dal feeling tattico alla visibilità internazionale, fino alle speranze per il Mondiale 2026.
Fofana ha spiegato come l’arrivo di Massimiliano Allegri abbia modificato il suo posizionamento nel Milan: da regista profondo, capace di dettare i tempi e recuperare palloni, è stato spostato più avanti, come mezzala destra. «All’inizio sei contento quando ti dicono che giocherai più alto, ma alla fine ho capito che non è necessariamente ciò che voglio. Lo faccio per la squadra, soprattutto se siamo in lotta per un titolo, ma mi piaceva essere all’origine delle azioni, controllare il ritmo, recuperare palloni. Ho dovuto imparare a giocare più rapidamente, orientarmi meglio, essere più impattante fisicamente, anticipare di più e fare più scatti ad alta intensità», ha dichiarato il centrocampista.
Nonostante l’impegno profuso – Fofana è titolare fisso e ha contribuito con assist decisivi, come quello nel derby contro l’Inter – ammette di non sentirsi ancora al top in questo schema. «Non credo di essere sufficientemente forte, le statistiche dicono che potrei essere più efficace. E se guardo al Mondiale, non credo che mi si prenda in considerazione per questo ruolo. È un peccato», ha aggiunto, sottolineando come il cambio tattico non lo aiuti né nel breve né nel medio termine.




