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In Casa Milan si pensa alle cessioni, una mossa obbligatoria, ma che va gestita in maniera diligente. Per ogni giocatore che parte, dev’esserci un compenso che “arriva”

Luglio è ormai alle porte, il giorno 5 inizierà per i rossoneri un nuovo capitolo con nuovi protagonisti. Milanello si prepara a spalancare i propri cancelli, ai giocatori di ritorno dalle vacanze e a coloro che una volta presentatisi, potrebbero poi salutare da lì a poco. Il mercato è in continuo fermento, quello guidato da Fassone e Mirabelli, più di tutti. Sono stati già ingaggiati diversi elementi, altri ne arriveranno da qua a metà luglio, ma per tanti ingressi, ci saranno altrettante partenze. Il Milan si rinnoverà, ma come sempre, qualcuno ne pagherà le conseguenze. Gli uomini in entrata sono stati veri e propri colpi d’estro (e soldi), servirà ancor più capacità per cedere tutti quei profili in esubero.

TEMPO CHE STRINGE E BISOGNO DI VENDERE – Da Paletta a Ely, senza dimenticare Bacca, Lapadula, Poli, Kucka e chi più ne ha, più ne metta (Montella nella lista affidata a MIrabelli ne ha inseriti altri), tutti pronti al rientro, tutti accreditati come partenti. Il mercato in entrata sta dando un gran da fare alla dirigenza del Milan, quello in uscita, non renderà certamente le giornate meno frenetiche in via Aldo Rossi. Il tempo va via via stringendo, la rosa va sfoltita e le casse rimpinguate, ma serve una strategia.

VENDERE, NON SVENDERE – Marco Fassone a più riprese ha detto di voler vedere il prossimo 5 luglio, una rosa quanto più simile a quella che affronterà poi la prossima stagione. Scelta saggia. Montella necessita di dover conoscere i nuovi, creare l’amalgama nello spogliatoio e in campo, dove i protagonisti dovranno imparare a coesistere. Tutto come da copione, ma per arrivare alla definizione del gruppo, si deve per forza passare per le cessioni. Gli arrivi che da una parte animano il tifo milanista, dall’altro mettono in difficoltà la dirigenza, chiamata a dover tener testa ad eventuali acquirenti, senza poter tirare la corda. Un esempio lampante lo porta Andrè Silva, talento che già da solo mette alla porta uno tra Lapadula e Bacca, ma tanti altri sono i casi da valutare. L’esubero di turno andrà gestito nella dovuta maniera, onde evitare una svendita totale. Chi si presenterà a Casa Milan, lo farà conscio della situazione interna al club, questo metterà un po’ spalle al muro Fassone e Mirabelli o chi per loro. Sarà difficile vendere a buon mercato i protagonisti e i comprimari della scorsa stagione (tenuto conto che i migliori verranno confermati), ma ogni cartellino ceduto, dovrà portare in dote un “gruzzoletto”. Bene l’alleggerimento del monte ingaggi, ottimo il risparmio dello stesso, ma non basta. Chi lascia il Milan deve fruttare cash, tanto o poco, ma cash.

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