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Analisi

L’analisi dei KO: cosa si è inceppato contro Lille, Juve, Atalanta e Spezia

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Dopo la brutta sconfitta al Picco contro lo Spezia proviamo ad analizzare il periodo in down dei rossoneri e a ricercare il minimo comun denominatore delle debacle della squadra nella stagione. Non è usuale veder perdere il Milan di Pioli, ma quando ciò avviene suscita scalpore. A bocce ferme andiamo a sezionare nel dettaglio le sconfitte di Ibra e compagni per individuare i possibili punti in comune e aspetti degni di una riflessione.

La prima sconfitta in stagione è avvenuta contro il Lille in Europa League a San Siro, con il risultato di 0-3. La partita ha seguito un copione unico dal primo all’ultimo minuto. Il Lille ha imposto le sue trame di gioco e il Milan non è riuscito a fare altrettanto subendo così la pressione degli avversari che si sono dimostrati più fluidi e dinamici sotto ogni aspetto. Il recupero delle seconde palle, l’aggressività e la velocità di palleggio dei francesi sono stati elementi che hanno messo in grande difficoltà la compagine di Pioli: il Milan non è mai riuscito ad abbozzare una reazione degna di nota. Dopo una caduta, però, spesso si presenta una risalita, è questo è stato testato in campionato contro il Verona. Nonostante i rossoneri non abbiano ottenuto la vittoria con l’Hellas di Juric, la reazione del gruppo è arrivata: il Milan ha imposto gioco e ritmo producendo una valanga di occasioni da rete. Qualche difficoltà è emersa anche contro i veneti, ma la reazione alla debacle di Europa League è stata evidente.

Proseguendo nel “cammino di sconfitte”, il Milan ha frenato per la prima volta in campionato nel 2021 a San Siro contro la Juventus di Pirlo. Tra quelle che stiamo prendendo in esame, questa sconfitta è da considerarsi un’eccezione in quanto non ha seguito il copione delle altre. I rossoneri si sono presentati contro la formazione torinese completamente rimaneggiati. Basti pensare alle numerosissime assenze in rosa, tra cui quelle di Ibrahimovic, Bennaccer e Tonali, che hanno di fatto “costretto” Pioli a schierare Calabria a centrocampo nel ruolo di mediano. Nonostante la sconfitta per 1-3, i ragazzi sono scesi in campo con la giusta mentalità e non hanno solo cercato di contenere il gioco bianconero, ma anche di imporre, se pur a tratti, il proprio uscendo dal match a testa alta. Nonostante la tante assenze il Milan si è comportato bene e non ha sfigurato di fronte alla corazzata di Pirlo.

Riprendendo il filo conduttore di queste sconfitte si arriva purtroppo alla partita contro l’Atalanta, ancora una volta arrivata a San Siro. Essa ricorda per certi versi la partita persa con il Lille: anche qui il Milan non è mai riuscito ad abbozzare una vera offensiva di gioco degna di nota, se non qualcosa sul finale di partita. I rossoneri erano chiamati a riscattare la roboante sconfitta dell’anno prima a Bergamo contro la formazione di Gasperini, ma ancora una volta la partita ha seguito esattamente lo stesso copione. Grande prestazione degli attaccanti della Dea e di Joseph Ilicic, vera spina nel fianco per Romagnoli e compagni. Uniche “anomalie” rispetto alla trasferta di Bergamo la differenza del numero dei gol subiti (3 e non 5) e l’assenza del Papu Gomez, trasferitosi al Siviglia. Ancora una volta la squadra di Pioli è sembrata inerme di fronte a un avversario che ha imposto il proprio gioco. La prova per il riscatto si è presentata la settimana successiva contro il Torino. Il Milan ha vinto e convinto lasciandosi alle spalle la cattiva prestazione contro la Dea.

Arriviamo all’ultima e più recente sconfitta in campionato: Spezia-Milan 2-0. Inutile sottolineare come tra tutte le sconfitte finora analizzate, questa sia stata quella più inaspettata. Con tutto il rispetto per lo Spezia. A dimostrarlo la differenza di punti tra bianconeri e rossoneri in classifica. C’è chi parla di sottovalutazione dell’incontro – lo stesso Romagnoli lo ha ammesso a fine partita – , e chi di “ciclo finito”. È chiaro che deve esserci un punto d’incontro tra i due estremi. Non è possibile passare dalla padella alla brace in così poco tempo. La prestazione è stata a dir poco scoraggiante. La squadra di Italiano si è presentata in campo in maniera ordinata con la voglia di fare risultato. I ragazzi di Pioli non hanno fatto altrettanto. Sembra un paradosso se si pensa al cammino dei rossoneri fino alla prova in Liguria: il Milan aveva sempre approcciato alla gara con l’imperativo di correre di più degli avversari e di imporre il dominio del gioco. Questo al Picco non è avvenuto, anzi lo ha messo in pratica la squadra di Italiano disputando probabilmente la miglior prestazione in campionato. Ciò che ha fatto preoccupare in casa Milan, è che in campo al Picco Stefano Pioli aveva finalmente ritrovato l’undici tipo. Il tecnico ha potuto schierare il suo Milan titolare, cosa che non si vedeva da tempo, dalla trasferta al San Paolo di Napoli. Ciononostante la squadra ha disputato la sua peggior partita da inizio campionato. Mai in campo, mai concentrata. Le reti subite sono lì a dimostrarlo. Di questa partita ciò che ha allarmato di più è stata l’assenza di gioco totale in relazione a certi giocatori che avrebbero dovuto comandare e dirigere le trame del gioco: Calhanoglu e Bennaccer sono parsi completamente in ombra e tra i peggiori in campo.

Possiamo dunque tracciare il minimo comun denominatore che lega i ko con Lille, Juventus, Atalanta e Spezia. Tre sconfitte su quattro sono arrivate a San Siro, e questo dettaglio deve fare riflettere: non può essere interpretato come semplice coincidenza. Lo stesso discorso inoltre vale per le reti incassate, che ha visto la squadra di Pioli perdere con almeno due reti di scarto in tutte le sfide e in tre su quattro subire tre gol. Dati che hanno messo in luce l’incapacità della squadra di reagire al risultato.

Il Milan ora si trova al secondo posto in classifica in campionato e i prossimi incontri saranno cruciali per il cammino in stagione, primo fra tutti il derby di ritorno in programma domenica. I ragazzi hanno sempre dimostrato di sapersi rialzare dopo ogni sconfitta e anche questa volta dovrà essere così. Purtroppo l’avversario non è dei più abbordabili, anzi. Allo stesso tempo, però, la stracittadina può essere l’occasione migliore per rialzare la testa e ristabilire le gerarchie in campionato. Il ciclo rossonero non è concluso. Il Milan vuole chiarirlo a chiare lettere.