Dopo il pesante 0-3 casalingo contro l’Udinese a San Siro, nell’ambiente del Milan sono riaffiorati vecchi spettri che molti speravano fossero stati archiviati. La squadra di Massimiliano Allegri, che fino a poche settimane fa sembrava viaggiare con relativa tranquillità verso un posto in Champions League, ha visto il proprio margine assottigliarsi drammaticamente in classifica.
Con 63 punti in 32 partite (18 vittorie, 9 pareggi, 5 sconfitte, 47 gol fatti e 27 subiti), il Milan occupa il terzo posto, ma la situazione è più fragile di quanto sembri. L’Inter guida a 72 punti, il Napoli è secondo a 65, mentre la Juventus in quarta posizione si è portata a quota 60 (con una partita in meno). Il Como, quinta forza, è a 58 punti. In poche giornate il vantaggio sui rivali si è ridotto a livelli preoccupanti.
Il tracollo del Milan contro l’Udinese – una delle peggiori prestazioni della stagione – ha lasciato il segno. Una sconfitta umiliante arrivata in casa, con l’attacco completamente a secco e una difesa tornata vulnerabile, ha fatto scattare l’allarme. I fischi del pubblico, soprattutto rivolti a Rafael Leao, hanno creato ulteriore tensione nello spogliatoio. Adrien Rabiot, intervistato da Sky, non ha nascosto il suo disappunto: «I fischi a Leao mi hanno deluso: in questo momento va aiutato e questo non lo fa».



