Oggi 6 marzo 2026, una notizia significativa scuote il panorama societario del Milan: la Procura di Milano, attraverso i pm Giovanni Polizzi e Giovanna Cavalleri, ha formalmente richiesto l’archiviazione del procedimento penale aperto nel marzo 2024 sul trasferimento della proprietà del club dall’Elliott Management di Paul Singer a RedBird Capital Partners di Gerry Cardinale, avvenuto il 31 agosto 2022 per circa 1,2 miliardi di euro.
L’inchiesta, partita con perquisizioni nella sede di via Aldo Rossi e iscrizioni nel registro degli indagati (tra cui l’attuale CEO Giorgio Furlani e il predecessore Ivan Gazidis), ipotizzava reati come appropriazione indebita, ostacolo alla vigilanza della Covisoc/FIGC e possibili irregolarità nella struttura finanziaria dell’operazione. I magistrati contestavano che Elliott potesse aver mantenuto un controllo “sostanziale” sul Milan nonostante la cessione formale, attraverso meccanismi come il vendor loan (prestito da 489 milioni erogato da Elliott a RedBird per finanziare l’acquisto, con scadenza triennale e interessi) e presunti legami occulti
Dalle carte della richiesta di archiviazione giudiziaria (10 pagine rese note oggi), emerge per la prima volta un dettaglio inedito: Elliott detiene ancora il 5% delle azioni del Milan, anche dopo l’estinzione anticipata del vendor loan completata a gennaio 2026 da Cardinale tramite rifinanziamento con nuovi partner. Questo residuo azionario non appare però sufficiente a configurare un controllo effettivo o violazioni penali: i pm ritengono che non si configurino i reati ipotizzati “allo stato degli atti”, motivando la chiusura del fascicolo senza rinvio a giudizio.



