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Dalla padella alla brace. Il cambio della guardia – Montella esonerato in mattinata – ai vertici della guida tecnica rossonera non è stato il classico “fulmine a ciel sereno”; in molti l’avevano richiesto a gran voce sui social dedicati ma ad accelerare una situazione già di per sé difficile e complicata hanno contribuito in particolare i fischi sonori e continui dei tifosi al termine della gara con il Torino. Insomma, prima o poi avremmo dovuto aspettarcelo! Ieri, infatti, c’era all’interno della sala conferenze dello stadio milanese un’atmosfera strana, di quelle da… ultima spiaggia. Montella aveva provato a stemperare gli animi con risposte puntuali e precise com’è sempre stato suo costume, ma evidentemente non c’è riuscito e col suo allontanamento, di punto in bianco nel giro di meno di ventiquattr’ore, s’è deciso di cambiare totalmente registro. Una notte che, pare, abbia portato consiglio alla dirigenza rossonera e stamani, l’inevitabile annuncio.

 
Quindi, siamo arrivati al dunque… Si ricomincia daccapo; si butta a mare il lavoro fin qui fatto e si rimette tutto in discussione. I risultati delle ultime settimane in campionato, del resto, non erano stati presi bene tra le mura di Casa Milan e Fassone, l’amministratore delegato del Milan – probabilmente con l’assenso della proprietà cinese – ha pertanto deciso di mettere sopra l’era-Montella una pietra tombale e cambiare il… manico. Però, sostituire un allenatore che, d’accordo, non ha fatto bene in questo inizio di stagione (ricordiamo, comunque, che Montella ha conquistato dopo anni di… vacche magre, una Supercoppa di Lega, ha (ri)-portato il Milan in Europa superando il gironcino con una partita d’anticipo e conquistando la qualificazione da primo in classifica) con un totale incapace, Gennaro Gattuso – si guardi il suo “ vergognoso” score da tecnico -, è cosa da brividi. Mi ricorda tanto l’esonero di Mihajlovic con Brocchi. Una scelta disgraziata e… scellerata.
 
Ed ora? Beh, che si deve fare, auguriamoci tutto il bene possibile perché il Milan ne ha davvero bisogno. Soprattutto adesso che dinanzi ai rossoneri si profila un futuro decisamente nero. Quale sarà il modulo tattico dei rossoneri visto e considerato che Gattuso non ha nessuna idea di come mettere la squadra, che non conosce affatto, sul rettangolo verde. Lui sa solo sbraitare (chiedere lumi ai ragazzi della Primavera), urlare, arrabbiarsi. Null’altro! Speriamo comunque sia solo un “traghettatore” e niente di più, altrimenti se si dovesse andare avanti con lui, sarebbero guai seri. Si, d’accordo, la bandiera, il simbolo e tanto altro. Ma in campo non ci vanno i simboli, ci vanno i giocatori coadiuvati da tecnica individuale e un progetto tattico che Gattuso non è in grado di dare. Ma perché una decisione tanto aberrante? Speriamo non dovercene pentire. Ai posteri l’ardua sentenza…

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