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Eccoci qui, l’avventura comincia. Sì, ragazzi, tocca a noi, tocca al Milan. E si riparte da Lugano (stadio Cornaredo, ore 19) dove Montella e i suoi virgulti giovanotti faranno bella mostra di se contro la locale squadra che milita nel campionato nazionale svizzero. Sarà un Milan con tanti volti nuovi e soprattutto tanta voglia di darci dentro e (magari) strafare per mostrare ai propri tifosi che quest’anno la storia è del tutto diversa rispetto alle ultime, imbarazzanti stagioni nel corso delle quali altri di ben più consistente caratura tecnica e fisica hanno cannibalizzato tutto il possibile mentre i rossoneri stavano lì, impotenti, semplicemente  a guardare.

Ora però il discorso pare essere diverso: cambiata la guardia al vertice societario (da Berlusconi alla nuova proprietà con gli occhi a mandorla), soluzionati pure i dirigenti (da Galliani a Fassone, da Maiorino a Mirabelli), rinvigorita e rigenerata la squadra con – fin qui – sette nuovi arrivi tutti, o quasi, già in campo stasera in questa prima kermesse stagionale. Oddio, non vorrei che qualcuno già s’illudesse fin d’ora di vedere Montolivo e soci fare sfracelli pur se al loro cospetto non c’è certamente una squadra di blasone con giocatori dalle qualità tecniche straordinarie. No, è una pura e semplice sgambatura che serve a dare ai ragazzi tonicità muscolare, far riprendere loro confidenza con la competizione e in particolare, far mettere a profitto i primi rudimenti tattici, quelli che Montella sta cercando, con pazienza, di imprimere, come fosse un mantra, nella testa dei suoi ragazzi.

Una settimana di lavoro intenso, senza sosta, a volte sgradevole sotto una canicola che manda arrosto muscoli e cervello. Ma tant’è, bisogna mettersi subito sotto perché, al di là della gara di questa sera c’è, subito dopo, la tournée in Cina (nella quale non dobbiamo – e non possiamo – fare figuracce) poi, la prima gara del preliminare di Europa League. Insomma un bel “tour de force” che però deve vederci immediatamente al proscenio se non vogliamo già battere in testa al primo ostacolo. E’ un Milan “settebellezze” (alle quali se ne aggiungeranno sicuramente altre) che deve riannodare il filo con una Storia che nell’ultimo periodo abbiamo letteralmente lasciato per strada. Ed è da qui che, come detto, dobbiamo ripartire; senza timori, senza reticenze. Perché il Milan non può più smarrirsi ancora ma anzi ritrovare la retta via. E Lugano deve – necessariamente – essere il nostro punto d’incontro tra un passato lugubre e un futuro radioso. Dai Milan torniamo insieme (tifosi e squadra) a… sognare in grande.

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